Una collaborazione ventennale quella tra OMAR e Hermle, iniziata nel 2001 con l’acquisto del primo centro di lavoro a 3 assi. L’azienda bresciana, fondata…
Una collaborazione ventennale quella tra OMAR e Hermle, iniziata nel 2001 con l’acquisto del primo centro di lavoro a 3 assi.
L’azienda bresciana, fondata nel 1976, attiva nella progettazione e costruzione di stampi per forgiatura ottone e alluminio e stampi gomma e plastica, è oggi un’officina meccanica di precisione altamente qualificata grazie ai continui investimenti in personale, macchinari, attrezzature e software all’avanguardia. Con venti dipendenti ed un fatturato del 70% nel mercato nazionale, OMAR è molto attenta nel soddisfare i bisogni di un mercato dinamico, offrendo ai propri clienti un servizio che va dalla progettazione e ingegnerizzazione del prodotto, fino al collaudo certificato del pezzo finito.
Gli stampi prodotti sono principalmente stampi complessi di piccole dimensioni, rivolti per lo più ai settori della rubinetteria e valvolame, o, per gli stampi gomma e plastica, al settore automotive, componentistica e del bianco.
OMAR, oggi improntata nella lavorazione a 5 assi in non presidiato, svolge internamente la maggior parte delle attività produttive, grazie a nove centri di lavoro, due torni a CNC, due elettroerosioni a tuffo e una a filo, una rettificatrice, una microforatrice e una pressa prova stampi.
Tra questi spiccano i cinque centri di lavoro Hermle, di cui tre equipaggiati con cambio pallet.
Omar, dal centro di lavoro Hermle a 3 assi a C30 UP dynamic
Nel 2001, l’acquisto del primo centro di lavoro a 3 assi Hermle C 800 V. ha permesso di eseguire la sgrossatura e la finitura in un unico piazzamento, con maggiore precisione. “In Hermle abbiamo visto un’azienda solida, con competenze e capacità di rispondere alle nostre esigenze. Di pari passo con la crescita tecnologica, per noi era e rimane un referente su cui possiamo contare, come fanno i nostri clienti con noi”, ci illustra Stefano Riva, che insieme alla sorella Alma gestisce l’attività di famiglia.
Dal centro di lavoro a 3 assi l’azienda è poi passata al primo centro di lavoro a 5 assi con cambio pallet, C 30 UP dynamic, fino ad acquistarne altri tre.
Questi ultimi, grazie al basamento in granito composito, che riduce le vibrazioni e ha bassa conduttività termica, garantiscono una miglior finitura superficiale e minor usura utensile. La struttura a portale gantry modificata assicura un supporto ottimale degli assi principali: nella soluzione brevettata, la traversa poggia su tre guide con azionamento sulla guida centrale, consentendo al mandrino di lavorare nelle stesse condizioni di sforzo sia a centro tavola che in qualsiasi altro punto.

“Con Hermle partiamo da un pezzo di acciaio grezzo e arriviamo direttamente allo stampo finito in due piazzamenti. Con il centro di lavoro Hermle C 42 U dynamic con cambio pallet HS flex heavy, possiamo montare sei pezzi 800×600 mm fino a 1.000 kg di portata e grazie alla precisione della lavorazione, una volta andati in assemblaggio ci resta poco lavoro di banco”, afferma Riva.
Hermle C 42 U dynamic, precisione ed elevati livelli di finitura superficiale
La struttura gantry e le corse degli assi X-Y-Z di 800/800/550 mm ottimizzate in funzione delle dimensioni massime dei pezzi nelle lavorazioni a 5 assi, rendono il centro di lavoro Hermle C 42 U dynamic indicato per applicazioni che devono soddisfare la massima precisione, tolleranze minime ed elevati livelli di finitura superficiale. Si distingue per:
- rotobascula integrata nelle spalle del basamento, con agganci rapidi per pallet integrati nel piano girevole nella versione pallettizzata, che gestisce i due assi rotativi;
- enorme potenziale di lavorazione grazie al campo di basculamento dell’asse A di ± 130°
- magazzino utensili circolare integrato di tipo pick-up con 42 utensili ad attacco SK40 o HSK A 63. Disponibili ampliamenti da 50, 88 o 192 posti.
- Soluzioni gamma mandrino da 15.000, 18.000 e 25.000 giri/min con potenze fino a 29 kW e coppie fino a 200 Nm.
Hermle C 42 U dynamic, un centro di lavoro a misura di operatore
Hermle C 42 U dynamic è inoltre dotato di sistema HS flex heavy, fornito e adattato come unità completa. Solo i moduli del magazzino pallet vengono assemblati e regolati in sito.
La piattaforma sulla quale si trovano i tre assi del sistema HS flex heavy offre all’operatore un accesso ergonomico. Le due porte ad anta rivestono una doppia funzione:
- durante il cambio pallet bloccano l’accesso all’operatore;
- durante la lavorazione del pezzo danno libero accesso al campo visivo e alla zona di lavoro, bloccando al tempo stesso l’accesso all’unità di automazione.
Tutti gli assi consentono un movimento preciso dei pezzi fino a 1.200 kg, pallet incluso, tra il posto di attrezzaggio, i moduli del magazzino e la zona di lavoro del centro di lavoro. Nel caso di caricamento tramite gru direttamente sul centro di lavoro, si possono movimentare anche pezzi con peso e dimensioni maggiori e pallet fino a 800x630x700 mm di altezza. Per ridurre possibili errori dell’operatore, l’altezza massima del pezzo viene richiesta già presso il posto di attrezzaggio.
Soluzioni Industria 4.0 con i centri di lavoro Hermle
HS flex heavy è controllato e gestito mediante il sistema HACS (Hermle Automation Control System), che aiuta l’operatore nei suoi compiti quotidiani in modo intuitivo con un software azionato mediante pannello touch, riducendo così i tempi di inattività e massimizzando la produttività dell’impianto. Insieme all’Information Monitoring System di Hermle, che mostra lo stato della macchina in tempo reale e può essere visualizzato su qualsiasi tablet, computer o smartphone, questi due software costituiscono un elemento importante per l’impiego dei centri di lavoro di Hermle in ottica Industria 4.0.
Qualità e affidabilità nel tempo
Anche nel servizio post-vendita Hermle garantisce un’elevata qualità: “abbiamo sempre riscontrato un’azienda disponibile a risolvere le nostre problematiche. Cinque modelli di macchine Hermle in officina ne sono la testimonianza”, conclude Riva. “Un ulteriore aspetto importante è l’efficienza nel tempo delle soluzioni del costruttore tedesco. In officina abbiamo ancora due centri di lavoro acquistati nei primi anni 2000, ora impiegati soprattutto per la formazione ai giovani operatori”.
a cura di Cinzia Marando

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