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Operazioni automotive a 35 miliardi di dollari

Deciso rimbalzo automotive nel M&A del 2025 con oltre la metà delle operazioni: cauto ottimismo per il 2026.

Dopo 2 anni di rallentamento, nel 2025 il settore automotive e mobility ha registrato a livello globale un deciso rimbalzo nell’attività di M&A (fusioni e acquisizioni). Il valore globale delle transazioni ha superato i 35 miliardi di dollari, mentre il valore medio delle operazioni è più che raddoppiato, raggiungendo 1,2 miliardi di dollari.

I deal a carattere tecnologico – tra semiconduttori, elettronica e software engineering – hanno rappresentato più della metà delle fusioni e acquisizioni nel comparto nel corso dell’anno 2025.

È quanto emerge dall’approfondimento sul settore del Global M&A Report 2026 rilevato da Bain & Company, che evidenzia come i produttori di automobili e i fornitori stiano accelerando la riconfigurazione dei propri portafogli per competere in un panorama caratterizzato da una crescita piatta e un’intensa pressione sui margini.

Dietro i numeri

«La stagnazione dei mercati nordamericani ed europei — ha affermato Gianluca Di Loreto, partner e responsabile italiano automotive di Bain & Company — unita all’accelerazione del cambiamento tecnologico ha riportato l’industria automotive verso il deal-making. Le aziende stanno affrontando un periodo di evoluzione senza precedenti, caratterizzato da un aumento dei costi e da una forte pressione sui margini, pur dovendo investire in modo significativo in nuove capabilities. In questo contesto, l’attività di M&A rappresenta una leva chiave per consentire alle aziende di sostenere i costi legati alla ricerca e allo sviluppo, ridurre le spese e rafforzare la propria posizione in una supply chain in progressiva contrazione».

Il ruolo dell’Italia

L’Italia continua a mostrare un andamento molto positivo sul fronte dei deal, una tendenza già evidente nel 2024. Dalla pandemia in poi, infatti, il numero di operazioni di fusione e acquisizione nel nostro Paese è cresciuto in modo costante, superando nel 2025 le 40 transazioni. Il CoViD ha agito da vero e proprio catalizzatore, facendo emergere con forza un limite strutturale del settore automotive italiano: un tessuto industriale eccessivamente frammentato, poco attrezzato per competere su scala regionale e globale.

Da questa consapevolezza è nato un processo di consolidamento che appare tutt’altro che concluso, con un’attenzione particolare rivolta alla meccanica — storicamente uno dei punti di forza dell’industria italiana — e al mondo della distribuzione, dai concessionari d’auto ai distributori di ricambi.

Alti livelli di deal value

Dopo 2 anni di attività contenuta, il 2025 ha segnato un ritorno alle grandi operazioni tra gli OEM (Original Equipment Manufacturer) e i fornitori, con livelli di deal value che non si osservavano dal periodo pre-pandemico.

Nei primi 3 trimestri del 2025, il valor medio delle operazioni ha toccato quota 1,2 miliardi di dollari, più del doppio dei livelli del 2023. I deal di scopo hanno rappresentato circa l’80% del volume complessivo delle transazioni, pur in un contesto che ha visto il ritorno di deal di scala di dimensioni rilevanti.

Partnership e joint venture

Il mercato europeo e del Nord America mostra segnali di stagnazione strutturale, con tassi di crescita molto contenuti. Al contrario, l’India emerge come l’unico mercato globale (oltre alla Cina) a registrare una crescita significativa, alimentando una crescente attenzione verso partnership e joint venture.

Per OEM e fornitori globali, la presenza in India diventa strategica per accedere al mercato, localizzare le offerte, ottenere vantaggi di costo e servire una domanda interna in forte espansione.

Software, IA e tecnologia

Software, IA (Intelligenza Artificiale) e tecnologia stanno ridefinendo l’industria automotive nel suo complesso. Questa dinamica si riflette anche nell’attività M&A del 2025: oltre la metà delle operazioni ha riguardato semiconduttori, elettronica, sensori e capabilities di software engineering. I produttori di auto e i fornitori puntano verso acquisizioni che contribuiscano a rafforzare la base elettronica e digitale dell’architettura dei veicoli di nuova generazione.

«Le aziende di hardware tradizionali — ha spiegato Di Loreto — stanno integrando sempre più capability digitali per dirigere stack software destinati a definire le funzionalità dei veicoli del futuro. Nei prossimi anni assisteremo a una crescita di partnership tra aziende automotive e software. La sfida sarà costruire team e competenze capaci di tradurre le esigenze dei consumatori integrandole in soluzioni tecnologiche nei sistemi del veicolo».

Contaminazione

Alcune recenti operazioni hanno mostrato come player in ambito Difesa stiano attingendo selettivamente alle competenze dell’industria automotive per rafforzare o sviluppare sistemi.

Allo stesso tempo, alcuni OEM automotive stanno valutando opportunità adiacenti al settore della difesa come potenziale driver di crescita, in risposta alla stagnazione delle vendite globali di veicoli.

Prospettive

Facile prevedere che tutto l’anno 2026 dell’industria automotive sarà fortemente influenzato dai cambiamenti geopolitici, dal riallineamento della supply chain e dalle evoluzioni delle tecnologie. «Nei prossimi mesi — ha concluso Di Loretol’M&A sarà uno strumento essenziale per mantenere competitività e ci aspettiamo cauto ottimismo. Nel frattempo, le aziende leader dovranno rafforzando le proprie capacità in termini di strategic planning, corporate venturing e integrazione post-merger».