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Comet Plus, al via i workshop per accrescere la competitività d’impresa

Una risposta concreta alle esigenze degli imprenditori.

«Il comparto cresce e si sta mettendo in gioco ma, per rimanere al passo con il settore manifatturiero in Europa, occorrono investimenti sulla formazione e sull’aggiornamento dei collaboratori». dice Saverio Maisto, direttore di Comet (Cluster della Metalmeccanica) in Friuli-Venezia Giulia, ambasciatore degli interessi di circa 3800 imprese e di oltre 58 mila occupati.

L’occasione è il suono della campanella di inizio per il Comet Plus: una serie di workshop tecnici che spaziano dalla robotica, alla salvaguardia del patrimonio informativo aziendale, dall’insegnamento di una lingua straniera con approfondimento sulle terminologie tecniche, agli strumenti più efficaci per la forza vendita. L’ampio ventaglio di tematiche affrontate persegue l’obiettivo di aggiornare i professionisti del comparto metalmeccanico che, pur potendo vantare una profonda conoscenza ed esperienza nel settore, spesso non hanno le competenze necessarie per abbracciare la rivoluzione digitale e consentire un avvio duraturo dell’Industria 4.0.

I workshop firmati Comet Plus, inediti nel panorama formativo regionale, rientrano nei parametri definiti dalle direttive del più recente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore metalmeccanico, che evidenzia l’esigenza di aggiornamento di imprese e lavoratori per affrontare in maniera strategica i cambiamenti tecnologici, organizzativi e di mercato. Il testo, infatti, prevede che, entro il 31 dicembre 2019, ai collaboratori di tutte le aziende metalmeccaniche vengano destinate almeno ventiquattro ore in percorsi di formazione documentabili, certificabili e proposti tassativamente dalle stesse imprese entro la fine di quest’anno.

A lezione, quindi, imprenditori ma anche tecnici, addetti alla produzione e impiegati; i quali potranno accrescere le proprie competenze grazie ad una didattica la cui qualità è assicurata dai prestigiosi nomi degli enti che si occuperanno della docenza, specialisti la cui competenza è riconosciuta a livello internazionale, tra cui l’Università degli Studi di Udine e il Lama Friuli-Venezia Giulia, primo laboratorio italiano di meccatronica avanzata e centro internazionale di eccellenza per l’innovazione industriale, nato dalla collaborazione tra gli atenei di Trieste, di Udine e la Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati).

Quando parliamo di metalmeccanica parliamo di un settore trainante dell’economia regionale e che rappresenta il 48% delle imprese del manifatturiero del territorio. Non stupisce, quindi, che il tema della formazione sollevata in sede di definizione delle traiettorie S3 ad opera del Comet Cluster, a seguito dell’ascolto di più di 800 imprese, sia cruciale per tutto il Friuli-Venezia Giulia e non solo per il comparto. Un’esigenza che per Comet doveva trovare una risposta immediata e chiara.