Il nuovo iperammortamento 2026 sostituisce, per i nuovi investimenti previsti dalla Legge di Bilancio 2026, il meccanismo dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0, introducendo una maxi-deduzione fino al 180%. Il commento di Davide Della Bella di UCIMU.
Il sistema degli incentivi per gli investimenti industriali cambia volto. Con la Legge di Bilancio 2026 debutta il nuovo iperammortamento, che sostituisce, per i nuovi investimenti disciplinati dalla riforma, il precedente meccanismo dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 e reintroduce la maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali.
Una novità accolta con favore da UCIMU – Sistemi per Produrre, che sottolinea come la durata triennale della misura possa favorire una migliore pianificazione degli investimenti.
«L’approvazione definitiva di questo provvedimento è un’ottima notizia che ci auspichiamo dia un boost notevole agli ordini che sono stati frizzati per la prima parte del 2026 e che auspichiamo cambino tendenza da qui alla fine dell’anno», commenta Davide Della Bella, Direttore Generale di UCIMU – Sistemi per Produrre.
Come funziona il nuovo iperammortamento 2026
A differenza del precedente credito d’imposta, il nuovo incentivo opera attraverso una maggiorazione extracontabile del costo fiscalmente riconosciuto del bene, utilizzata per calcolare le quote di ammortamento o i canoni di leasing deducibili ai fini IRES e IRPEF.
L’agevolazione riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Le maggiorazioni previste sono articolate in tre scaglioni:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- 50% per la quota eccedente i 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
Esempio pratico: quanto vale il beneficio fiscale
Un’impresa che acquista un centro di lavoro interconnesso del valore di 100.000 euro potrà calcolare gli ammortamenti fiscali su una base imponibile pari a 280.000 euro, ottenendo un beneficio fiscale distribuito lungo la vita utile del bene.
Iperammortamento 2026: quali beni strumentali rientrano nell’agevolazione
La misura riguarda beni strumentali nuovi destinati alle attività produttive che soddisfano i requisiti tecnologici previsti dalla normativa e risultano interconnessi ai sistemi aziendali.
Tra i principali beni e le tecnologie che possono rientrare nell’agevolazione, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, figurano:
- macchine utensili e centri di lavoro CNC;
- robot industriali e sistemi di automazione;
- impianti per la movimentazione automatizzata;
- tecnologie per la manifattura additiva;
- componenti per la connettività industriale, comprese le reti private 5G;
- software gestionali e piattaforme digitali;
- sistemi di cybersecurity industriale;
- applicazioni di intelligenza artificiale a supporto della produzione.
L’elenco completo dei beni materiali e immateriali agevolabili è riportato negli allegati tecnici della normativa, che definiscono i requisiti necessari per accedere all’agevolazione.
Come accedere all’iperammortamento 2026
L’accesso al beneficio avviene attraverso una procedura telematica gestita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
In linea generale il percorso prevede:
- una comunicazione preventiva dell’investimento;
- una comunicazione di conferma con l’accettazione dell’ordine e il pagamento dell’acconto previsto;
- una comunicazione finale al completamento dell’investimento e dell’interconnessione del bene.
Resta inoltre necessario predisporre tutta la documentazione richiesta dalla normativa, inclusa, ove prevista, la perizia tecnica asseverata e la certificazione contabile necessaria per attestare la corretta fruizione dell’agevolazione.
UCIMU: “Una misura che favorisce la pianificazione degli investimenti”
Secondo Davide Della Bella, uno degli aspetti più significativi della nuova disciplina riguarda proprio il suo orizzonte temporale.
«Il provvedimento, da un punto di vista temporale, è completamente diverso da quelli precedenti: ha un orizzonte triennale e, per la prima volta, rende la misura compatibile con la pianificazione degli investimenti tipica delle imprese del nostro settore. Inoltre si colloca perfettamente nel percorso che porterà a EMO Milano 2027, manifestazione internazionale di riferimento per il settore delle macchine utensili. Per esprimere una valutazione pienamente positiva sarà tuttavia necessario verificare il buon funzionamento della piattaforma GSE e dei decreti attuativi.»
Iperammortamento 2026: cosa cambia rispetto ai crediti d’imposta 4.0 e 5.0
Il nuovo iperammortamento segna un cambio di impostazione rispetto ai precedenti incentivi basati sul credito d’imposta. Mentre le misure Transizione 4.0 e 5.0 consentivano alle imprese di recuperare parte dell’investimento tramite compensazione fiscale, il nuovo strumento torna al meccanismo della maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto del bene, aumentando la quota deducibile attraverso l’ammortamento o il leasing.
Un’altra novità riguarda l’orizzonte temporale della misura, che si sviluppa su tre anni e offre alle imprese maggiore certezza nella programmazione degli investimenti. Resta tuttavia fondamentale attendere il completamento del quadro attuativo per verificare nel dettaglio modalità operative, adempimenti e tempistiche di accesso all’agevolazione.
Iperammortamento 2026: un incentivo per rilanciare gli investimenti
Con il ritorno della logica dell’iperammortamento, il legislatore punta a offrire alle imprese uno strumento stabile per sostenere gli investimenti in innovazione e digitalizzazione.
Se correttamente attuata, la nuova misura potrebbe rappresentare uno degli strumenti più importanti per sostenere gli investimenti delle imprese manifatturiere italiane nel prossimo triennio.
In sintesi
- Maxi-deduzione fiscale fino al 180% del costo dei beni strumentali.
- Investimenti agevolabili dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
- Incentivo rivolto ai beni strumentali nuovi conformi ai requisiti previsti dalla normativa.
- Procedura telematica gestita dal GSE.
- UCIMU valuta positivamente la durata triennale della misura, ritenendola un elemento favorevole alla programmazione degli investimenti.
a cura di [email protected]

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