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Tubi e profilati, un settore in corsa

Vivacità del mercato e innovazione tecnologica contraddistinguono le macchine per lavorazione del tubo e profilato: positive anche le prospettive future.

di Bruno Marchi ed Ezio Zibetti

 

È impressionante notare, se si osserva con particolare attenzione, in quanti prodotti o soluzioni il tubo in materiale metallico oggi viene utilizzato. Automotive, riscaldamento, piping, elettrodomestico, e l’elenco veramente potrebbe continuare all’infinito. Un manufatto quindi, il tubo metallico, ampiamente utilizzato e che necessita spesso di una serie di lavorazioni. La stessa cosa vale anche, seppur forse in quantità leggermente inferiore, per il profilato in lamiera che presenta anch’esso uno svariato numero di applicazioni. Era quindi importante che TecnoLamiera affrontasse questo settore raccogliendo le impressioni di alcuni dei più importanti operatori in questi comparti. I nostri interlocutori ci hanno fornito una serie di importanti indicazioni a livello di mercato e di tecnologia che ci hanno permesso di offrirvi una fotografia, riteniamo, sufficientemente esaustiva.

Mercato interno effervescente

Iniziamo questo nostro viaggio nel mondo della lavorazione del tubo e del profilato in lamiera parlando di mercato, del suo attuale andamento e delle prospettive che si intravedono nel breve e medio periodo. Ad aprire i battenti Giovanni Zacco del Gruppo BLM. «I primi sei mesi del 2017 confermano la prosecuzione del trend molto positivo che BLM Group aveva già registrato, in particolare sul mercato italiano, nel 2016. La crescita si mantiene su tassi a due cifre e coinvolge tutte le aziende e i prodotti del Gruppo. Le misure del Governo per stimolare il mercato hanno sicuramente dato un contributo importante a creare questa situazione. La proroga del superammortamento ha invitato a rinnovare un parco macchine che in Italia era diventato decisamente troppo datato, e l’iperammortamento ha incentivato gli investimenti in tecnologie avanzate. Proprio l’innovazione tecnologica delle macchine utensili ha infatti spinto la crescita. Il mercato italiano ha ben compreso che produrre con impianti vetusti significa avere costi maggiori e rischiare seriamente di rimanere esclusi dalla competizione. I concorrenti, anche quelli delle economie emergenti, si stanno attrezzando con sistemi di produzione nuovi, che fanno propri i concetti di Industria 4.0 come interconnessione, gestione dei dati, ergonomia e semplicità d’uso e che garantiscono maggiore efficienza e produttività, ovvero costi inferiori. Per l’immediato futuro si respira quindi un clima di fiducia basato su elementi concreti. Per il medio e lungo termine è lecito sperare che la fase di crisi sia davvero superata, ma fare previsioni sembra un esercizio di fantasia, più che di calcolo».

Particolarmente soddisfatto dell’andamento del mercato, in particolare quello nazionale, Andrea Lazzarini della Ralc Italia. «Siamo estremamente soddisfatti dell’andamento attuale del mercato italiano. Ralc Italia è sempre stata un’azienda fortemente votata all’esportazione che costituiva circa il 70%, se non oltre, del nostro fatturato. Nel 2017 questa tendenza è stata addirittura invertita, fatto mai accaduto negli oltre 20 anni di attività della nostra azienda.  Se consideriamo il numero di progetti attualmente in fase di studio e offerta, con probabilità di chiusura nei prossimi mesi, pensiamo che una tendenza simile potrebbe proseguire anche nel 2018, con un pareggio tra fatturato italiano ed estero.  Abbiamo assistito a una fortissima ripresa del mercato interno, certamente legata direttamente o indirettamente agli incentivi economici: molti progetti che erano stati lasciati in “stand by” da anni sono stati finalmente conclusi e integrati con le modifiche necessarie per l’adeguamento a Fabbrica 4.0».

Conferma del momento positivo che sta attraversando il mercato interno anche da parte di Stefano Dal Lago di Tube Tech Machinery. «Sicuramente si sta attraversando un momento positivo, sia per quanto riguarda il mercato domestico che quello europeo. A breve/medio termine si concluderanno molte trattative per fare sì che i clienti possano usufruire dell’iperammortamento».

Segnali positivi sul mercato interno, anche in prospettiva futura, vengono evidenziati da Filippo Gasparini della Gasparini. «Ci sono stati segnali interessanti da parte del mercato interno, abbiamo riscontrato una domanda crescente che fa presupporre una ripresa degli investimenti in ambito produttivo e tecnologico. Gli impianti di profilatura sono una nicchia del comparto deformazione delle macchine utensili, e sono impianti performanti per alte produttività. Il fatto che le vendite in Italia abbiano registrato una crescita rilevante fa presupporre che ci sia un Sistema Paese che è tornato a muoversi. La crescita poi del comparto macchine utensili è frutto a mio avviso di una capacità tecnologica e di innovazione che ci viene sempre di più riconosciuta internazionalmente. Ed è il risultato degli sforzi fatti dalle aziende del comparto nel confrontarsi in mercati sempre più lontani da quello di casa che sanno apprezzare le peculiarità della tecnologia italiana. Un comparto composto in gran parte da PMI che hanno saputo internazionalizzarsi, nonostante non sia facile a maggior ragione quando non si parla di grossi Gruppi industriali».

Concludono questo giro di valutazioni sul mercato Andrea Barazza e Nicola Saccà della Stam. «Vorremmo premettere che Stam è attiva principalmente nel settore di profili aperti (e linee di taglio) e non nella produzione di tubo classica.  Inoltre il mercato italiano è una parte limitata del nostro business, essendo Stam fortemente orientata al mercato estero. Comunque il mercato italiano ci sembra molto sostenuto dall’iperammortamento. I clienti stanno naturalmente dimostrando maggiore interesse per tipologie di macchine che possono rientrare in questa tipologia di sovvenzione, e naturalmente pretendono una consegna entro i termini di legge. Bisognerà osservare con attenzione come andrà il mercato una volta esauriti i benefici di questa operazione, quindi bisogna essere prudenti».

Tecnologia: automazione in prima fila

Anche per il settore della lavorazione del tubo e del profilato l’innovazione tecnologica di prodotto e di processo risulta un importante fattore di competitività. Secondo Filippo Gasparini automazione e controllo di processo le due principali voci sulle quali lavorare. «Tra gli svariati ambiti verso i quali si orienta l’innovazione tecnologica in prima fila metterei l’automazione sempre più spinta, che coinvolge tecnologie diverse nel sistema produttivo, e la capacità di controllare e verificare i dati di processo in maniera organica, colloquiando con gli ERP e i software di gestione aziendali. Gli impianti di profilatura integrano processi a monte e a valle in maniera sempre più complessa, garantendo cicli di lavorazione in continuo molto performanti. Le nostre aziende clienti cercano delle soluzioni che garantiscano la massima efficienza, apportando un miglioramento al loro sistema. Ci proponiamo quindi come una società di engineering per lo sviluppo di soluzioni custom. Quello che si instaura è un rapporto di partnership, lavorando di volta in volta su nuovi progetti e quindi affrontando nuove sfide. Alla base quindi c’è un grande lavoro di ricerca per potere essere aggiornati e riuscire a utilizzare e sfruttare al meglio le nuove tecnologie. La non ripetitività dei nostri macchinari ci ha portati a ottimizzare le competenze acquisite e integrare in maniera innovativa tecnologie nuove e tecnologie consolidate».

Automazione ed elevata flessibilità sono i concetti sui quali punta la Stam, come sottolineano Andrea Barazza e Nicola Saccà. «Le macchine di maggiore successo sono quelle che integrano elevati livelli di automazione e grande flessibilità. Ridurre il numero di addetti per linea è sempre un tema sensibile, anche in Paesi esteri con costo della manodopera meno elevato di quello italiano. In questa direzione vanno linee come quelle realizzate dalla Stam. Linee con gruppi di punzonatura estremamente flessibili e con sistemi di taglio laser integrati, per potere eseguire lavorazioni con ridottissimi costi di attrezzamento e con grande flessibilità. Lo stesso avviene per le linee di taglio in generale, dove la semplicità di programmazione degli impianti, le sequenze automatiche che riducono gli interventi (e gli eventuali errori) degli operatori, i sistemi di settaggio automatici sono molto apprezzati. Anche le linee a valle (linee di imballaggio) per profili, pacchi di lamiera, nastri, sono un grande valore aggiunto quando permettono di ridurre i costi di logistica in generale, e l’attività manuale sull’impianto. Quello che da sempre contraddistingue Stam è la capacità di essere attenta alle esigenze del cliente e di seguirlo nelle sue necessità. Questo rimane uno dei maggiori fattori di competitività nel settore delle macchine “customizzate”, dove operiamo».

«BLM Group – come afferma Giovanni Zacco – propone un cambio di prospettiva. Con la sua gamma completa di sistemi per la lavorazione del tubo punta decisamente a un processo produttivo integrato. Il pezzo tubolare multitecnologia non è più considerato come una serie di lavorazioni successive scollegate e indipendenti ma piuttosto come il risultato di un processo unico e coordinato con l’ausilio di appositi strumenti. La software suite BLM Elements, per esempio, che a partire da un modello tridimensionale del prodotto finito è in grado di identificare e scomporre le singole lavorazioni di taglio laser, curvatura, taglio eccetera, generare le commesse di lavoro e i programmi per i diversi sistemi di produzione, simulare i processi e informare sullo stato di avanzamento del processo complessivo. Le macchine, dal canto loro, sono in grado di scambiarsi i dati necessari per generare un pezzo preciso e corretto  secondo le specifiche al primo tentativo. È un vero cambiamento radicale nella filosofia di produzione. Un’altra tendenza è la semplificazione. Non si tratta solamente di  progettazione di interfacce uomo-macchina ergonomiche, ma anche di realizzare dispositivi e funzioni in grado di prendere autonomamente parte delle decisioni in precedenza delegate all’operatore, come gli Active Tools dei sistemi Lasertube. L’obiettivo è sempre di migliorare la qualità e l’efficienza del processo e del prodotto. Infine, i servizi sono un tema sempre all’ordine del giorno e BLM Group amplia il suo raggio d’azione anche in questo campo con un nuovo strumento: Tool Designer è un servizio che rende disponibili online i disegni delle attrezzature di curvatura necessarie, a partire dalla richiesta online di un cliente che desidera realizzare una particolare curva».

Interviene nella discussione Stefano Dal Lago della Tube Tech Machinery che evidenzia che l’innovazione maggiore sta oggi nel software. «Le attuali tendenze tecnologiche riguardano maggiormente il software e non la macchina utensile intesa come hardware. Nello specifico l’innovazione si rivolge all’integrazione spinta con altri sistemi di controllo aziendale, a tools che possano ridurre errori, ad ampliare le lavorazioni e semplificare la gestione».

Conclude il nostro viaggio nel mondo delle lavorazioni del tubo e del profilato Andrea Lazzarini della Ralc Italia. «La nostra è nata come azienda costruttrice di macchine speciali, appositamente create per soddisfare una singola esigenza specifica. Alcune di queste macchine negli anni passati hanno avuto una tale richiesta che sono divenute standard. Oggi assistiamo a una tendenza leggermente differente: il progetto inizia con la richiesta di una macchina standard, per esempio una segatrice, che però non è più “sufficiente” a soddisfare la richiesta del cliente, che ha bisogno di un prodotto finito. Per cui, a valle della segatrice, si studiano le applicazioni più varie al fine di ottenere, partendo dalla verga, un prodotto il più vicino possibile all’esigenza finale del cliente. Abbiamo attualmente in costruzione una linea ad altissimo contenuto tecnologico composta da segatrice e magazzino, a valle dei quali si “snoda” letteralmente una linea produttiva composta da sbavatrice, lavatrice, sistema di trasferimento robotizzato a due presse di deformazione, lavorazioni e trattamento finale di levigatura della superficie.  Nel settore delle segatrici per linee di forgiatura non è più sufficiente tagliare e stampare ottone: abbiamo infatti fornito una segatrice in grado di tagliare rame, ottone e alluminio con lama unica e provvista di un aspiratore che tiene la zona di taglio pulita dal truciolo, consentendone così il recupero, nonché permettendo un cambio produzione senza necessità di pulire la zona di taglio per evitare la contaminazione dei materiali.  Le esigenze di produzione sempre più elevate impongono l’automazione dei centri di lavoro, che sempre più spesso sono completati con magazzino di carico automatico e robot o nastro di scarico. Abbiamo in trattativa molti progetti, che ovviamente speriamo di chiudere, con sistemi di taglio e smusso seguiti da diversi controlli di misura e marcatura per la tracciabilità del pezzo».

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