Il robot che fresa l’acciaio, prima italiana in BI-MU

DCM presenta il robot antropomorfo a 6 assi che fresa l’acciaio, anche bonificato o temprato: meccanica autonox e controllo Siemens.

Fresare l’acciaio è un compito riservato esclusivamente alle macchine utensili, specie se l’acciaio in questione è trattato termicamente. Ai robot industriali, semplicemente mancano la rigidità e la precisione necessarie… o forse no?

Alla fiera biennale BI-MU, dedicata alle macchine utensili in fieramilano a Rho (MI) il 13-16 ottobre 2026, DCM Srl (rappresentante esclusiva di autonox Robotics in Italia) presenta per la prima volta un robot capace di farlo: un antropomorfo a 6 assi governato dalla tecnologia Sinumerik MTR (Machine Tool Robot) di Siemens.

Il robot che fresa l’acciaio, prima italiana in BI-MU

Toccare con mano

Allo stand DCM sarà possibile osservare dal vivo il robot in movimento, toccare con mano esempi di pezzi lavorati e relative finiture, e vedere video di celle in produzione. Nello spazio Siemens attiguo, la stessa applicazione è presentata come gemello digitale: il visitatore può seguire il percorso completo, dalla simulazione virtuale al robot reale, fino al pezzo finito.

Cosa fa in concreto il robot?

  • fresa l’acciaio, anche temprato o bonificato;
  • lavora pezzi di grandi dimensioni con sbraccio di 2,4 m e carico fino a 150 kg, più un 7° asse lineare opzionale che estende ulteriormente l’area di lavoro;
  • gira intorno al pezzo perché è il robot a muoversi, eliminando alcune complessità legate al serraggio, specie in presenza di pezzi di grandi dimensioni;
  • più processi in una cella in fresatura con cambio utensile automatico e saldatura a riporto (weld cladding);
  • si programma come una macchina utensile, perché è governato direttamente dal CNC Siemens Sinumerik One.

La precisione nelle applicazioni

La combinazione tra la meccanica autonox e il controllo Siemens ha permesso di raggiungere risultati concreti nelle prime applicazioni reali della soluzione. Secondo le misurazioni effettuate su una cella reale, in un volume di 1 mc, sono stati rilevati una ripetibilità media di 0,023 mm e una precisione assoluta media di 0,07 mm, in riferimento alla norma ISO 9283. Si tratta di valori misurati nelle applicazioni realizzate finora, che possono variare in funzione della configurazione e delle condizioni operative.

In lavorazione conta anche la traiettoria: nelle prove effettuate, rispetto a un robot industriale convenzionale, è stato rilevato un incremento della precisione di traiettoria dal 200% al 300%, anche a 10 m/min, insieme a una rigidità dinamica nettamente superiore. Le prestazioni effettive possono dipendere dallo scenario applicativo e dalle condizioni di lavoro.

La meccanica fa la sua parte. Gli assi 2, 3 e 5 sono supportati su entrambi i lati per migliorare rigidità e stabilità cinematica.

La variante SE01 aggiunge la predisposizione per encoder secondari su tutti i 6 assi, per incrementare ulteriormente precisione e affidabilità del controllo.

Il grado di protezione IP67 permette di lavorare con refrigerante.

Dov’è la differenza

La flessibilità della cinematica permette di lavorare pezzi di grandi dimensioni e geometrie complesse, difficili da gestire con una macchina utensile tradizionale.

I settori di riferimento sono: aerospazio e difesa, automotive e veicoli elettrici, energia, navale e costruzione di macchine. Tra le applicazioni: rifinitura di oggetti metallici e lavorazione di pezzi realizzati con manifattura additiva.

Meccanica aperta

Dopo essersi affermata nel packaging, autonox Robotics applica la propria esperienza alla lavorazione meccanica. Il costruttore tedesco progetta robot controller-independent, cioè non legati a un controllore proprietario, ed è partner di lunga data di Siemens, tra i primi a integrarne la tecnologia per la lavorazione robotizzata.

Il CN governa il robot come una macchina: chi lavora con macchine utensili lo programma e lo usa con gli strumenti di ogni giorno.

Soluzione completa

«Portiamo alla BI-MU — ha dichiarato Alessandro Casiraghi, CEO di DCM — un robot che parla la lingua delle macchine utensili. La meccanica autonox è aperta per scelta progettuale, e questo le permette di lavorare con il controllo che le officine già usano e di cui si fidano. Insieme a Siemens mostriamo che la fresatura dell’acciaio non è più riservata alla macchina utensile. Per DCM è un passo preciso: non soltanto portare la miglior tecnologia, ma costruire con il cliente la soluzione applicativa completa».

«La domanda che ci fanno tutti — ha aggiunto Marco Bagaggiolo, CEO di BCodeAutomation, società del gruppo DCM — è se un robot possa davvero fresare l’acciaio bonificato. Per questo in fiera non mostriamo slide: il robot è in movimento dal vivo, e accanto ci sono pezzi e finiture da toccare con mano e i video delle celle in fabbrica. Il visitatore giudica dai risultati».

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a cura di LORIS CANTARELLI