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Centri di lavoro: Meccanica Ponte Chiese si affida a MCM S.p.A.

Grazie alle soluzioni hardware e software di MCM, Meccanica Ponte Chiese è in grado di rispondere alle richieste del mercato in modo flessibile e produttivo.

Il successo di Meccanica Ponte Chiese è legato alla diversificazione della propria produzione e alle scelte strategiche relative a investimenti che puntano sulla flessibilità con l’attuazione di soluzioni innovative. Le opportunità offerte dall’Industria 4.0 hanno avuto un impatto positivo a lungo termine, creando valore aggiunto per il cliente finale. Per questo Meccanica Ponte Chiese continua a investire in sistemi flessibili di produzione ad alta tecnologia, volti all’ottenimento della massima qualità e autonomia per i propri processi produttivi.

Flessibilità e qualità, insieme

Nata nel 1973, Meccanica Ponte Chiese vanta un parco macchine tecnologicamente all’avanguardia e un’esperienza applicata pluriennale, maturata grazie alla continua ricerca della massima soddisfazione dei clienti. L’azienda è oggi in grado di effettuare lavorazioni di precisione su lotti che possono variare tra poche decine a centinaia di pezzi. Le macchine MCM in dotazione nelle officine di Meccanica Ponte Chiese possono lavorare efficientemente tutti i tipi di materiali, tra cui ghisa, acciaio, alluminio e titanio. I principali sbocchi di settore sono le macchine movimento terra, componentistica industriale, navale, energetica ma anche automotive e aerospazio.

MCM in Meccanica Ponte Chiese

Partner fin dall’inizio

Navetta FMSIl mix ideale tra flessibilità e qualità di Meccanica Ponte Chiese è ottenuto anche grazie ai centri di lavoro MCM e alle intrinseche soluzioni software, installati nei propri stabilimenti. Questo equilibrio è frutto di una lunga partnership tra le due aziende iniziata nel 1988. Meccanica Ponte Chiese, che già da allora aveva la necessità di affrontare lotti medio-piccoli, si rese conto che attrezzare e riattrezzare ogni volta le macchine non era conveniente, sia in termini di tempo che in termini di gestione delle risorse umane. Grazie a MCM S.p.AMachining Centers Manufacturing – specializzata nella progettazione e produzione di centri di lavoro altamente flessibili, Meccaniche Ponte Chiese oggi può lavorare su commesse che vanno dai 30 ai 300 pezzi, con un facile cambio del tipo di pezzo da lavorare, grazie all’alto numero di pallet disponibile sugli impianti. Infatti, sugli FMS MCM è possibile tenere attrezzati i pallet dedicati e utilizzarne altri; così facendo, all’arrivo dei grezzi di fusione è sufficiente caricare i bancali e avviare la macchina. Una dimostrazione di notevole flessibilità e di un’ampia capacità, per poter produrre in funzione delle richieste del mix produttivo, modificando il ciclo anche in corso d’opera se necessario.

Una risposta così rapida è resa possibile dal know-how e dalla profonda conoscenza degli impianti MCM, maturata grazie ad anni di stretta collaborazione. Meccanica Ponte Chiese – specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione – ha continuato nel tempo a introdurre sistemi MCM all’interno dei propri reparti produttivi anche grazie alla confidenzialità degli operatori con le sue macchine e automazioni. Attualmente lo stabilimento bresciano ospita due isole di lavoro e tre impianti FMS. Tra gli FMS il primo è costituito da due Tank 1300 a quattro assi dotate di magazzino utensili da 800 posti condivisi (sistema “Mirror”) e da una Tank 1300 a 5 assi con testa tiltante che dispone di un magazzino utensili da 500 posti. Il secondo FMS è formato da due Action 2200 a 4 assi e una Action 2600 a 5 assi con testa tiltante, il tutto supportato da un magazzino pallet automatico a 90 posti, movimentato da due navette AGV (Automated Guided Vehicle) che MCM ha fornito fin dai primi anni 90.

Due Tank 1300 multipallet sono presenti in officina e utilizzate in turni non presidiati come gli impianti FMS.

Il parco macchine si è ulteriormente ampliato all’inizio di quest’anno con l’installazione di un terzo FMS composto da una Tank 2600 a 5 assi.

FMS MCM

 

 

Investire per crescere

All’interno di una più ampia ristrutturazione della sede di Prevalle, l’investimento principale è costituito dal suddetto FMS, composto dal centro di lavoro Tank 2600 a 5 assi dotato di 1000 utensili e 21 pallet 1250 x 1250 mm movimentati da navetta. L’automazione e i servizi software di supervisore jFMX sono stati personalizzati secondo le specifiche esigenze. Meccaniche Ponte Chiese è sempre stato un grande utilizzatore delle soluzioni software MCM, per il coordinamento e lo sfruttamento ottimale di tutte le risorse produttive.

La suite jFMX, software di supervisione di macchine e impianti prodotto da MCM, è riconosciuto come lo stato dell’arte industriale per la digitalizzazione e il funzionamento non presidiato e autonomo dei sistemi di produzione MCM. Attiva sin dalla seconda metà degli anni 80, MCE – la divisione software di MCM – ha progettato e messo in pratica antecedentemente a tutti i competitor i principi dell’Industria 4.0.

Virtual jNode, la soluzione per l’obsolescenza dell’hardware

Il jNode, che ospita il software di supervisione jFMX, è una piattaforma PC, il cui rateo di invecchiamento è incomparabilmente più elevato rispetto a quello delle macchine che controlla.

L’utilizzo di componentistica di livello industriale, per quanto di qualità superiore rispetto a quella del mercato consumer, garantisce la reperibilità di pezzi di ricambio per un tempo che però non supera mai i 3-5 anni. Questo richiede periodicamente un aggiornamento dell’hardware di supervisione con relativi costi e fermi impianto. Per evitare questo, MCE ha reso compatibile le funzionalità di jFMX con le più recenti architetture di virtualizzazione. È dunque possibile ospitare nel proprio data center aziendale una macchina virtuale che esegue le funzioni di supervisione, connessa con una VLAN alla rete locale dell’impianto controllato.

La virtualizzazione di jFMX ne incrementa anche la disponibilità, ovvero il fermo a seguito di guasti dei componenti fisici del jNode.

Se i guasti al disco fisso, anche nella configurazione con jNode base, non generano fermi macchina grazie alla presenza di dischi ridondanti, così non è per i componenti individuali come scheda madre, alimentatore o scheda di rete.

Con la virtualizzazione, la ridondanza dei server aziendali viene messa a disposizione anche delle funzioni di supervisione per garantirne una disponibilità elevata.

 

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