Rotomors: 60 anni di innovazione sartoriale

Dalla progettazione di mandrini speciali alla pallettizzazione custom made, Rotomors celebra 60 anni di attività confermando la propria vocazione all’innovazione su misura. Luca Valdonio, CEO e General Manager, racconta l’evoluzione dell’azienda tra managerializzazione, digitalizzazione, centralità delle persone e sviluppo internazionale.

Sessant’anni di storia industriale, ma lo spirito di una start-up. Rotomors celebra quest’anno un traguardo importante confermando la propria identità di realtà specializzata nella progettazione e realizzazione di mandrini e sistemi di serraggio ad alte prestazioni per lavorazioni di medie e grandi dimensioni.
Fondata nel 1966 a Torino, l’azienda ha costruito nel tempo una reputazione internazionale grazie alla capacità di sviluppare soluzioni altamente personalizzate per settori complessi come energia, movimento terra, navale, ferroviario, aerospaziale e oil & gas.
In un mercato spesso orientato alla standardizzazione, Rotomors ha scelto una strada diversa: quella delle soluzioni speciali, del dialogo costante con il cliente e della capacità di risolvere esigenze produttive particolari attraverso sistemi di serraggio “sartoriali”. Una visione che l’azienda, oggi, intende rafforzare ulteriormente, anche grazie a un importante percorso di managerializzazione avviato nell’ultimo anno.

Rotomors: una “start-up” di 60 anni

«Ho ereditato con orgoglio e onore questo traguardo importante dei 60 anni, una bella occasione per coinvolgere tutti i nostri stakeholder e le persone della famiglia Rotomors, condividendo mission, vision e il sistema valoriale e culturale che vogliamo continuare a esprimere», esordisce Luca Valdonio, CEO e General Manager dell’azienda.
L’ingresso di una nuova governance rappresenta per Rotomors una scelta strategica e lungimirante. Un passaggio non scontato per una PMI a conduzione familiare, storicamente legata, come tante, alla figura dell’imprenditore-fondatore. «Oggi il mondo è cambiato e la capacità di trasferire managerialità all’interno dell’azienda diventa un elemento di successo e competitività» spiega Valdonio.

Luca Valdonio, CEO e General Manager di Rotomors
Luca Valdonio, CEO e General Manager di Rotomors

Il settore delle attrezzature ausiliarie per macchine utensili non vive rivoluzioni tecnologiche radicali, ma Rotomors ha saputo differenziarsi scegliendo di concentrarsi su produzioni speciali e non seriali. E i numeri le danno ragione: sono oltre 10.000 i progetti realizzati. «I nostri prodotti sono conosciuti nel mondo per la lunga durata, la qualità e la precisione. Tra i nostri punti di forza c’è il dialogo con i clienti: ci occupiamo di risolvere problemi progettando soluzioni di serraggio che rispondano ai loro bisogni specifici. Il nostro è un lavoro sartoriale: è come fare un abito su misura. Ci piace definirci “una start-up di 60 anni”, un’espressione che sintetizza bene la nostra identità: unire l’esperienza maturata in questi decenni di attività con l’approccio dinamico, curioso e sperimentale tipico delle start-up. Non per niente il nostro slogan ufficiale è “We make special things” e identifica alla perfezione il nostro indirizzo e la nostra visione», prosegue il CEO.

Persone, cultura e innovazione

Al centro del percorso evolutivo di Rotomors resta il valore delle persone. Un concetto che, secondo Valdonio, mantiene un ruolo centrale anche nell’epoca della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. «Le persone fanno l’organizzazione. Non è una frase di rito: è fondamentale che comprendano e facciano proprio ciò che l’azienda vuole realizzare. Solo così si può andare in una direzione condivisa».
L’innovazione, però, rappresenta un asse strategico imprescindibile. Il prodotto oggi non può più limitarsi alla sola performance meccanica, ma deve essere in grado di comunicare informazioni di funzionamento e contribuire a logiche di manutenzione predittiva. «Stiamo lavorando a un progetto che consentirà ai nostri mandrini di trasferire informazioni di funzionamento attraverso tecnologie avanzate», spiega il manager. Una trasformazione che non deve però compromettere i punti di forza storici dell’azienda: precisione, affidabilità e costanza della forza di serraggio nel tempo.
Accanto all’innovazione tecnologica, Valdonio richiama anche la necessità di mantenere un approccio aperto e critico verso il cambiamento. «Non dobbiamo pensare che quello che è stato fatto fino ad oggi sia sufficiente: dobbiamo essere consapevoli di far parte di un mondo in continua evoluzione. C’è un concetto a cui mi ispiro, una celebre frase comunemente attribuita ad Albert Einstein: “tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”. Questo approccio ti spinge a guardare sempre avanti, con uno spirito critico, audace e curioso. Rotomors vuole essere questo: una realtà coraggiosa e curiosa, che guarda avanti, con l’idea che tutto sia possibile».

Il valore della customizzazione per Rotomors

La personalizzazione continua a rappresentare il cuore dell’attività Rotomors. Ogni progetto nasce da un confronto approfondito con il cliente, con l’obiettivo di sviluppare sistemi perfettamente integrati nelle logiche produttive.
«La customizzazione identifica il nostro livello di apertura nei confronti del cliente e la nostra disponibilità ad ascoltare per comprenderne le reali esigenze», spiega il CEO. Questo approccio riguarda sia i mandrini sia i sistemi di cambio pallet, altra area strategica del business aziendale. «Partendo dal layout produttivo del cliente, costruiamo sistemi di asservimento delle linee produttive completamente sartoriali rispetto al contesto dello stabilimento», aggiunge. Questa filosofia operativa porta spesso Rotomors a lavorare fianco a fianco con il cliente già nelle fasi di concepimento di nuovi impianti produttivi, contribuendo in modo strategico alla definizione delle logiche di asservimento e integrazione.

Rotomors ha saputo differenziarsi scegliendo di concentrarsi su produzioni speciali e non seriali
Rotomors ha saputo differenziarsi scegliendo di concentrarsi su produzioni speciali e non seriali

Tradizione, innovazione, competenza e servizio

Alla base della cultura aziendale Rotomors ci sono quattro concetti chiave che guidano tanto lo sviluppo tecnico quanto il rapporto con il cliente: tradizione, innovazione, competenza e servizio.
Tradizione significa preservare e valorizzare il know-how costruito in sessant’anni di attività e farlo crescere con l’innovazione, continuando a evolvere processi e prodotti attraverso ricerca, progettazione e apertura verso nuove idee.
«Abbiamo un ufficio tecnico che lavora costantemente per guardare fuori dalla scatola, capire cosa succede e comprendere come evolvere processi e prodotti», sottolinea Luca Valdonio.
Per Rotomors, competenza vuol dire assumersi pienamente la responsabilità delle performance e delle caratteristiche distintive dei propri sistemi. Servizio, invece, significa desiderare il meglio per i propri clienti e costruire un rapporto di fiducia con loro, condividendone obiettivi e prospettive. «Questo è ciò che ho raccolto ed ereditato nel mio mandato ed è ciò che l’azienda continua a desiderare di fare, oggi e nel futuro», aggiunge.

Rotomors amplia gli orizzonti progettuali

Pur mantenendo le dimensioni tipiche di una PMI specializzata, Rotomors è oggi una realtà fortemente internazionale, con una presenza consolidata in più di 40 paesi: oltre due terzi del fatturato provengono dai mercati esteri. Dal Sud-Est asiatico agli Stati Uniti, dal Sudafrica al Nord Europa, l’azienda presidia numerosi mercati attraverso una presenza capillare che continuerà a rafforzarsi anche nei prossimi anni. «Nel 2025 abbiamo avviato una nuova area di business development globale inserendo una figura manageriale dedicata esclusivamente allo sviluppo internazionale», racconta il CEO.
In questo percorso verso il futuro si inserisce il rapporto stretto e consolidato con UCIMU, considerata dall’azienda un importante osservatorio privilegiato sul mercato.
Per il futuro Rotomors punta a consolidare la propria leadership nelle applicazioni speciali legate ai grandi diametri e ai sistemi di pallettizzazione, ma anche ad ampliare i propri orizzonti progettuali. «La cosa importante che faremo nei prossimi anni sarà uscire dalle logiche progettuali tradizionali e sviluppare progetti fortemente sartoriali, anche al di fuori delle applicazioni classiche del mandrino o della pallettizzazione: è il mercato che ci sta facendo questa richiesta», sottolinea Valdonio.
L’obiettivo è proprio quello di valorizzare il know-how maturato in sessant’anni di esperienza e trasferirlo verso nuove tipologie di attrezzature altamente specialistiche, sviluppate insieme al cliente. «Vogliamo fare sperimentazione e aprire i nostri confini di prodotto. È una diversificazione fortemente orientata alle esigenze e alle visioni dei nostri clienti», conclude Valdonio. Una direzione che conferma la volontà di Rotomors di evolvere il proprio ruolo: non soltanto produttore di sistemi di serraggio, ma partner tecnologico capace di accompagnare il cliente nello sviluppo di applicazioni sempre più specialistiche e integrate.

calendar_month