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Tavola rotonda laser, risultati consolidati

Dopo un biennio molto positivo per il settore degli impianti laser per il taglio, con fatturati che talvolta hanno raggiunto livelli record, l’inizio dell’anno in corso ha fatto registrare un fisiologico rallentamento, anche se le prospettive a breve termine rimangono comunque piuttosto incoraggianti.

di Flavio della Muzia ed Ezio Zibetti

Il comparto manifatturiero italiano sta attraversando, in generale, un periodo di crescita economica, con il 2017 e il 2018 che si sono dimostrati anni importanti per la quantità di commesse evase e per il fatturato raggiunto che per talune aziende ha fatto registrare livelli record. L’anno in corso, dopo qualche incertezza iniziale legata soprattutto all’andamento del mondo dell’automobile, si è ripreso, con buone prospettive nel breve periodo e una propensione all’investimento da parte degli imprenditori, confortati anche dal fatto che sembra, con buona probabilità, che il Governo voglia rifinanziare lo strumento del superammortamento con tutti i positivi risvolti che questa operazione avrebbe a livello di mercato. Mercato che oggi si aspetta dai costruttori d’impianti e attrezzature per produrre un livello di affidabilità, versatilità e flessibilità delle proprie macchine sempre più alto, corredato da tutta una serie di servizi che vanno oltre il classico service, ormai dato per scontato. In questo contesto abbiamo voluto incontrare alcuni tra i più autorevoli esponenti del settore delle lavorazioni laser in una tavola rotonda che, come di consueto, diventa occa sione di confronto e dialogo, facendo emergere la situazione produttiva attuale, le tendenze tecnologiche in atto e le eventuali problematiche da superare per recuperare competitività all’interno del tessuto industriale internazionale.

 

Parlando di mercato, dal vostro punto di vista come state vedendo il settore e quali sono le prospettive a breve e medio termine?

 Giovanni Baccolini – Yamazaki Mazak
«Certamente ciò che è in evidenza è che i maggiori indicatori non lasciano presagire quanto di più roseo per il mercato italiano. Credo però che attorno a questa tavola ci sia una rappresentanza numerica molto importante di quello che è il tessuto imprenditoriale italiano che possa più o meno confermare la sensazione di una clientela che sta lavorando con numeri ancora abbastanza continuativi, anche se inferiori allo stesso periodo del 2018. Clientela che, attualmente, ha propensione all’investimento mossa da un cauto ottimismo certamente supportato dalla proroga della 4.0, da un probabile rilancio del superammortamento e, non da ultimo, dal fatto che questa tecnologia evolve rendendo dinamicità al mercato. Nei primi mesi del 2019 abbiamo riscontrato una leggera flessione trasversale (M.U. e laser) che considererei quasi “fisiologica” in considerazione al grande numero di aziende che hanno già investito. Per accennare a una previsione credo che considerando tutti i settori applicativi possa essere ipotizzabile una sensibile flessione nel primo semestre rispetto allo scorso anno. Sarà invece molto interessante prestare attenzione al secondo semestre quando, in virtù dell’avvicinarsi della conclusione della 4.0 e di un calendario di eventi fieristici denso come quello del 2019, possano tenere alto l’interesse da parte del cliente negli investimenti».

Marco Schiavi – SEI Laser
«Da anni registriamo una crescita costante e continua grazie alle iniziative, agli incentivi, ai finanziamenti e alle agevolazioni fiscali offerti dal Piano Nazionale Impresa 4.0 che, negli ultimi due anni, ha sicuramente accelerato il trend positivo. Ci aspettiamo negli anni a venire un ulteriore incremento grazie alle ultime innovazioni tecnologiche apportate ai nostri sistemi laser specificatamente progettati per rispondere alle esigenze del mercato attuale. Certo, il negativo trend internazionale del mercato europeo generale potrebbe indurre preoccupazioni, ma l’innovazione tecnologica dei nostri sistemi laser, continua e costante, ci permette di guardare il futuro con un certo ottimismo e fiducia».

Federico Zocche – CY-Laser
«In questi anni, gli incentivi statali finalizzati all’Industria 4.0 hanno aiutato la clientela nell’acquisto di nuovi impianti per l’ammodernamento del proprio parco macchine. Confermo un inizio 2019 un po’ titubante, probabilmente dovuto all’incertezza economica e politica in atto in questo momento, anche se devo dire che la fotografia resa talvolta da alcuni media non rispecchia il reale andamento delle imprese italiane, che in questo momento lavorano bene. La nostra preoccupazione è che questi finanziamenti siano andati e vadano a saturare il mercato, sfruttati anche da quei clienti che non avevano alcuna intenzione di portarsi in casa un laser e questo, oltre a esaurire il mercato stesso, andrà nei prossimi anni a influenzare l’andamento dell’economia interna».

Christian Mora – Fanuc Italia
«Anche noi arriviamo da due anni molto buoni, con i nostri clienti che ci hanno affidato molte commesse; quello che notiamo, come tutti, è che l’inizio del 2019 ha fatto un po’ calmare l’entusiasmo che c’era stato fino a qualche tempo fa ma non ci aspettiamo una grossa contrazione, visto che le domande di laser fibra e CO2 ci sono. Certo, il futuro adesso non è così chiaro come quello che si era delineato qualche tempo fa».

Maurizio Gattiglio – Convergent Photonics
«In questi ultimi anni abbiamo portato a termine un’importante transizione che ha richiesto importanti investimenti superando i laser a gas, nostro principale prodotto in passato e producendo principalmente laser in fibra. Oggi, con orgoglio, possiamo affermare di avere un portafoglio completo di laser fibra da 250/500 W monomodali a 12 kW multimodo, essendo tra l’altro gli unici produttori di laser di alta potenza Made in Italy, realizzando i diodi di pompaggio internamente. In generale, posso dire che il Gruppo ha fatto registrare un anno record, nel 2018, con un fatturato che è aumentato del 4% e un 6% a parità di condizioni di cambio, grazie anche all’Italia che ha dato il suo importante contributo. Se però guardiamo il mercato del laser in maniera un po’ più globale, le perplessità ci sono: lo scorso anno è cresciuto del 4%, rispetto al 2017 che aveva fatto registrare un aumento di circa il 25% sul 2016, con un rallentamento in particolar modo in Cina. Questo ci deve preoccupare, perché il continente asiatico s’è svegliato ed esistono, oggi, 400 produttori di macchine laser che stanno iniziando a guardare al mondo come mercato. Quale sarà l’evoluzione? Bisogna fare attenzione in Italia, date le difficoltà nel fare sistema, particolarmente tra industria, università e Centri di ricerca la sfida sarà infatti incentrata sulla capacità di fare innovazione e ricerca e sviluppo. La preoccupazione dev’essere proprio rivolta a questa fase, che è l’unica in grado di garantire la competitività».

Maurizio Sbetti – BLM Group
«Se guardiamo il mercato italiano, dopo questi ultimi due anni d’importante crescita per il Gruppo il primo trimestre 2019 ha visto una crescita altrettanto significativa, coerente con i piani di sviluppo che c’eravamo prefissati. Guardiamo con attenzione l’evoluzione dell’incentivazione governativa italiana mentre, se allarghiamo lo sguardo al contesto europeo, osserviamo un lieve rallentamento in Germania e con le imprese inglesi che ci stanno dando lavoro sul breve termine, ma con progetti di più lungo respiro abbastanza in stand-by. Gli Stati Uniti mantengono un trend positivo coerente con quello degli ultimi due anni. Guardiamo il futuro a breve termine con fiducia, ma con particolare attenzione al medio termine che presenta incognite legate agli eventi globali. L’attenzione di BLM è focalizzata sulla differenziazione, avendo la fortuna di potere lavorare sia sulla lamiera che sul tubo, con progetti interessanti in atto; la capacità operativa di fare sistema, anche con l’università e i Centri di ricerca, sarà la chiave del successo futuro».

Stefano Cattaneo – IPG Photonics
«Il nostro punto di vista può essere un po’ diverso, perché IPG produce sorgenti Laser e non sistemi: il 2018 è stato un ottimo anno, con record di fatturato e di numero di sorgenti installate, non solo nel taglio ma in tutte le applicazioni. Quest’anno parte in maniera un po’ difficile, anche se il primo quadrimestre non si discosta molto da quello dello scorso anno, ma tutto diventa più complicato. Ciò che fa IPG è cercare di trovare, da una parte, nuove nicchie dove il laser non è a oggi ancora utilizzato, dall’altra di fornire ai clienti sorgenti più performanti, affidabili ed economicamente vantaggiose, per potere permettere loro di rimanere vincenti».

Luigi Frapolli – Bystronic
«Il 2018 è stato sicuramente molto positivo per il mercato del laser in Italia grazie all’ottimo connubio di cui hanno potuto usufruire i clienti: incentivi da una parte e grande domanda del mercato dall’altra. La valutazione dell’andamento nel 2019 è ancora difficile da fare, perché gli incentivi fiscali sono stati rinnovati, ma la domanda dei nostri clienti non è così effervescente come quella del 2018, in un generale clima d’attesa. È innegabile che nel mercato del taglio laser per la lamiera ci sia oggi un interesse sempre più spinto verso la direzione della Smart Factory e dell’automazione a 360 gradi».

Cristiano Porrati – Prima Power
«Premesso che veniamo da due anni molto positivi a livello globale ed eccezionalmente buoni a livello italiano, sicuramente abbiamo notato segnali di flessione in questo primo trimestre del 2019, che possono essere legati anche a questa eccezionalità di acquisizione ordini dell’ultimo biennio e al fatto che nonostante i nostri clienti non abbiano ancora un carico di produzione critico guardano al futuro con una certa preoccupazione dovuta ai principali indicatori macroeconomici. Se entriamo nel dettaglio della tipologia d’impianti, che per noi è molto ampia, ciò che ha tenuto maggiormente la quota di mercato del 2018 sono stati proprio gli impianti di taglio laser piano e 3D. In questo contesto, abbiamo notato che è la tipologia delle macchine a essere cambiata in questo primo trimestre, nel senso che abbiamo venduto prevalentemente impianti semplici, macchine di media potenza stand alone o con automazione molto semplice, venendo a mancare proprio gli impianti per noi usuali, che sono più complessi e con un livello di automazione ben più sofisticato».

Giuseppe D’Amelio – Optoprim
«Noi distribuiamo sorgenti laser e quello che vedo è un primo trimestre in netto calo rispetto al 2018, quando avevamo chiuso con un aumento di fatturato del 25% grazie all’introduzione delle nuove sorgenti in fibra e a diodo ad alta potenza. La cosa interessante è cercare di avere sempre più integratori che approcciano alla tecnologia laser, perché con queste persone, aiutandole nell’integrazione dei laser, questa tecnologia non rimarrà più di nicchia. Oltretutto, investendo in R&D si evita l’ingresso sul mercato di nuovi concorrenti che, al momento, stanno arrivando con macchine piccole e semplici».

Elena Farina – Comaf
«Sono quattro anni che importiamo laser e devo dire che l’aspetto legato alla ricerca e sviluppo assume un ruolo fondamentale e nel nostro caso ha fatto la differenza permettendoci di vendere parecchie macchine, stimolando l’acquisto da parte della clientela, potendo infatti offrire loro qualcosa di più della concorrenza, oltre al fatto che possiamo dimostrare che con questi sistemi si aumenta la produttività dell’azienda. Certo che, a prescindere dagli stimoli dell’R&D, poi il cliente bada anche al costo dell’investimento e serve capire, a livello di acquisto, cosa il mercato è pronto a ricevere. Noi spaziamo dall’artigiano alla grande industria e questo pessimismo che i media cercano di instillare nelle menti di tutti noi si scontra poi con una realtà assolutamente diversa: il lavoro c’è così come i risultati di fatturato, che hanno fatto crescere la nostra azienda e le aziende dei nostri clienti».

Pierandrea Bello – Salvagnini Group
«Il 2018 è stato un altro anno di crescita molto importante, ma è una crescita che viene da lontano, perché sono parecchi anni che il Gruppo sta facendo risultati importanti sul mercato mondiale. A fine 2018 e inizio 2019 l’euforia si è leggermente ridotta, direi fisiologicamente: un rallentamento inevitabile, visti i risultati fatti negli anni precedenti. Quello che mi ha colpito è che, nel passato, sia nei periodi buoni che in quelli di crisi ci sono stati mercati dai comportamenti anche molto differenti, mentre il periodo di crescita negli ultimi anni è stato diffuso a livello macroeconomico. Vediamo un rallentamento della Cina e dell’Asia in generale, che ora puntano verso i nostri mercati con un comportamento molto aggressivo mentre, guardando al futuro, sono anch’io convinto dell’importanza di una buona ricerca e sviluppo».

 

Quali sono le tendenze tecnologiche in atto e cosa sta facendo la vostra azienda in questa direzione?

Pierandrea Bello – Salvagnini Group
«Noi facciamo macchine per il taglio bidimensionale e quello che vediamo è un laser che non è più da solo, accompagnato da una fortissima richiesta nel campo dell’automazione spinta in atto in questi ultimi tempi. Vendiamo quindi molti laser inseriti in celle di lavoro, con il cliente che chiede più attenzione verso il processo, i flussi e le produzioni di kit, con il laser stesso maggiormente funzionale. Dal punto di vista strettamente tecnologico, invece, stiamo assistendo a un incremento delle potenze nel mix delle sorgenti proposte legate all’aumento dell’automazione, con parecchio affinamento di tecnologia».

Elena Farina – Comaf
«Confermo come il laser, spesso, sia oggi abbinato a macchine come la nostra piegatrice, anche perché negli ultimi tempi sempre più frequentemente i clienti ci chiedono una completa integrazione dei sistemi alla 4.0, con laser e piegatrice che siano in grado di dialogare tra loro e/o con i sistemi software gestionali del cliente. Vediamo una crescita nella richiesta di potenza e stiamo vendendo, in questo momento, anche impianti da 6 e 8 kW».

Giuseppe D’Amelio – Optoprim
«Sicuramente l’aumento della potenza è una richiesta che ormai vediamo quotidianamente, passando da una predominanza dei 2-3 kW di qualche tempo fa a una necessità odierna che arriva anche a 15 kW. Ultimamente, dal punto di vista evolutivo, stiamo vedendo che all’aumento di potenza fa seguito a un aumento delle performance in generale: questo ci ha spinto a realizzare dei laser in fibra con fascio variabile per aumentarne le prestazioni di taglio. Stiamo riscontrando una forte richiesta nelle applicazioni di saldatura, tempra e rivestimento (Cladding), per le quali abbiamo a disposizione diodi laser ad alta potenza: l’ultima novità introdotta un laser BLU, utile per saldatura di rame. Crediamo che agevolare l’introduzione delle tecnologie laser sempre in più settori sia un bene, perché crea valore e aiuta a contrastare l’arrivo di prodotti dall’Est asiatico, che possono contare su incentivi governativi per le nuove tecnologie. Inoltre, il discorso legato al prezzo è sempre più importante per gli imprenditori, perché minore costo della sorgente laser significa accedere a nuove applicazioni dove il laser era considerato proibitivo. Sono convinto ci sia tanto spazio di miglioramento, per noi».

Cristiano Porrati – Prima Power
«Guardando il settore della lavorazione della lamiera non vedo importanti rivoluzioni dietro l’angolo, ma sicuramente la tecnologia laser continuerà il suo processo evolutivo guidata da driver come la semplicità e l’immediatezza di funzionamento degli impianti, oltre al completo controllo del processo, che non può limitarsi al taglio bensì dev’essere visto a 360 gradi, tenendo in considerazione la gestione della produzione, la programmazione e tutte le fasi precedenti e successive al taglio stesso. Ci sono poi altri settori di applicazione del laser, come l’Additive Manufacturing, dove per fase di evoluzione della tecnologia e crescita del mercato ci possiamo attendere maggiori sviluppi e dove la nostra azienda ha negli ultimi anni investito notevoli risorse umane ed economiche».

Luigi Frapolli – Bystronic
«Noi vediamo due driver principali: il primo è legato alla macchina laser in sé, con l’avvento della tecnologia in fibra che negli ultimi anni ha impattato molto sul settore, perché ha dato un’accelerazione incredibile nelle lavorazioni anche di spessori medio/grandi, impensabili anche solo qualche anno fa. Il secondo driver invece riguarda la gestione delle prestazioni dei sistemi, con potenze sempre più elevate e un controllo di processo indispensabile per l’ottenimento di una qualità e di un’affidabilità sempre maggiori. Tutto questo significa output sempre più importanti; dunque la necessità di automazione spinta, potendo portare una linea con la macchina asservita da robotica, indispensabile per fare fronte a una produzione laser elevata».

Stefano Cattaneo – IPG Photonics
«IPG produce sorgenti, quindi il nostro successo è quello dei nostri integratori e siamo spinti allo sviluppo di quello che serve a loro per essere competitivi sul mercato. Mercato che oggi vediamo dividersi in due fasce, la prima rivolta al low cost per competere con produttori asiatici, mentre la seconda è rivolta a impianti sempre più complessi, potenze molto elevate e prestazioni sempre più spinte. Per soddisfare questa richiesta IPG ha dunque sviluppato sorgenti a basso costo, compatte ed economicamente vantaggiose, oltre che sorgenti di grande potenza, passando dai 2-3 kW di poco tempo fa ai 12-15 kW di oggi. Abbiamo inoltre sviluppato il laser con il fascio modificabile, per permettere un taglio di qualità anche con basse potenze, oppure sorgenti che possono andare in QCW e in CW per consentire di ottimizzare la sorgente in fase di piercing e di taglio, consentendo al nostro cliente di fascia alta la progettazione d’impianti sempre più avanzati. In aggiunta a questo, il mercato non è solo taglio, ma l’abbassamento generale dei costi delle macchine laser ha permesso di espandere il raggio d’azione a tante nuove applicazioni».

Maurizio Sbetti – BLM Group
«Stiamo rispondendo a un’evoluzione nelle richieste dei nostri clienti che ha visto il passaggio dalla valutazione della produttività specifica della singola macchina a quella del tempo di attraversamento, da quando arriva il camion con il grezzo a quella di quando il camion va via con il pezzo finito. Questo tipo di sviluppo richiede uno sforzo di ricerca non banale, perché occorre andare a valutare in maniera equilibrata la produttività, la redditività, la flessibilità e l’affidabilità del sistema nel suo complesso. Noi come costruttori di macchine utensili dobbiamo cominciare in maniera deci sa a fare consulenza, assistenza e a occuparci del prodotto finale del cliente, soprattutto quando andiamo a vendere non a un contoterzista, ma a un’azienda che ha un prodotto proprio e lo vuole ottimizzare all’interno della propria catena produttiva».

Maurizio Gattiglio – Convergent Photonics
«Parlando di competizione globale è chiaro che alcuni Paesi hanno dei vantaggi in termini di costo, che consente loro di penetrare mercati anche più maturi usando la leva del prezzo. Se guardiamo la tecnologia laser in fibra, sostanzialmente è la stessa per tutti e si va a competere su altri elementi, tra cui applicazione e servizio. Il punto chiave, dunque, sarà anche in futuro la capacità di fare prodotti che vadano a servire esigenze specifiche, anche in un’ottica rivolta al concetto di Industria 4.0, che non è solo un elemento per ottenere benefici fiscali ma un nuovo modo di operare, fatto di sensoristica, Big Data e di sistemi che dialogano tra loro e con i gestionali delle aziende. Tutto questo permetterà di competere non solo sul prezzo, ma sulla prestazione».

Christian Mora – Fanuc Italia
«Essendo Fanuc un’azienda che produce il componente, e si rivolge dunque all’integratore come riferimento, quello che considera uno dei driver vincenti è proporre, a chi costruisce macchine o celle robotizzate, una soluzione integrata che noi definiamo “One Fanuc” dove il nostro cliente, in base ai propri bisogni studia una soluzione in partnership con noi, raccogliendo i dati di sensoristica per poi utilizzarli per un’analisi più approfondita in chiave 4.0. A oggi abbiamo una linea di prodotto in CO2 e in fibra paritetiche, nel senso che arriva fino a 6 kW e sono in fase di ultimazione nuovi modelli di laser a fibra con potenze superiori agli attuali 6 kW, in risposta alla richiesta di potenze sempre più importanti da parte del mercato. L’utilizzo da parte del cliente dei nostri prodotti, ovvero di una macchina con il nostro controllo numerico e della nostra sorgente laser, è molto agevole, nel senso che l’operatore dell’impianto può passare da un CO2 a uno in fibra senza nessuna difficoltà, essendo l’interfaccia identica».

Federico Zocche – CY-Laser
«Noi abbiamo approcciato il mercato unicamente con il laser in fibra ottica come pionieri, iniziando a tagliare lamiere spesse con solo 800/1.000 W, convinti che la potenza sia nulla senza controllo. Da aprile scorso abbiamo aperto CY-Laser Engineering proprio per seguire la nostra missione, ovvero il taglio e la saldatura con laser fibra. Noi, come integratori, abbiamo il dovere di guidare i clienti nella scelta di un prodotto taylor made adatto per la loro produzione, magari anche con un’automazione concepita ad hoc. Per esempio, in ottica 4.0 abbiamo sviluppato un software che permette anche a un’azienda dotata solo di un “gestionale contabile” di avere comunque un applicativo che vada a gestire non i Big Data ma i True Data, ovvero i dati di produzione che servono realmente».

Marco Schiavi – SEI Laser
«Oggi tutti parlano di aumento di potenze laser, del formato dell’area di lavoro, di automazione e di integrazione, tutti aspetti chiaramente condivisibili, importanti e strategici. La nostra tendenza, però, consiste soprattutto nella comprensione e soddisfazione delle richieste e delle esigenze applicative di ogni cliente che proviene da qualsiasi campo applicativo, a prescindere dal trend del momento. Per questo motivo i nostri sistemi laser sono disponibili in svariate configurazioni che li rendono adatti a qualsiasi ambiente e processo di produzione. La flessibilità applicativa dei sistemi laser (in particolare della tecnologia fibra) oggi consente di soddisfare le molteplici esigenze di ogni settore industriale, dalla piccola alla grande industria. Tutti i sistemi SEI Laser, inoltre, sono predisposti per l’integrazione in processi produttivi a controllo digitale automatizzato e sono certificati dalla conformità all’Industria 4.0».

Giovanni Baccolini – Yamazaki Mazak
«La tecnologia che oggi chiamiamo consolidata, va ricordato, lo è anche grazie a tutti noi costruttori che facendo innovazione l’abbiamo resa tale. Quello che oggi vede il cliente è una tecnologia su cui basarsi e trarre valore aggiunto nell’utilizzo. I driver pilota per andare oggi a soddisfare i clienti saranno dunque l’efficienza, l’affidabilità degli impianti (a prescindere dalla costruzione) e la produttività. Parlando di efficienza diciamo che siamo ormai ai massimi livelli con la messa sul mercato da parte di Mazak della nuova sorgente a diodo diretto e, se vogliamo passare alla produttività, questa è data dall’integrazione di queste sorgenti altamente performanti con il controllo numerico e con la meccanica costruttiva della macchina. Mazak lo ha fatto con un nuovo CN precedentemente installato sulle macchine utensili, un mercato dieci volte maggiore di quello della lamiera, raccogliendo in modo rapido i feedback, per raggiungere la massima affidabilità in tempi sorprendenti. E proprio parlando di affidabilità questa porta con sé l’innovazione tecnologica che tutti abbiamo menzionato e che richiede d’investire per rendere produttivo l’impianto a 360 gradi, a partire dal service, dalle risorse umane e da tutti quei servizi che una grande azienda deve assicurare ai propri clienti che effettuano investimenti su beni strumentali dedicati alla produzione, per metterli in condizione di essere competitivi sul loro mercato di riferimento».

 

Affidabilità, versatilità, service. Quali sono le esigenze che più vengono sentite dalla clientela?

 Maurizio Sbetti – BLM Group
«Il cliente, oggigiorno, chiede principalmente l’affidabilità, ovvero la possibilità di avere una redditività nel corso dell’anno grazie alla produttività complessiva della macchina inserita in fabbrica. Allo stesso tempo, però, vuole potere contare su un partner affidabile per la manutenzione reattiva, predittiva e per l’utilizzo dei dati raccolti dalle macchine, oltre che in funzione di consulente all’interno di una sorta di cosviluppo dei propri progetti. Noi, in particolare sull’applicazione tubo, siamo fornitori della filiera dell’intero portafoglio di software, dal CAD/CAM al gestionale, e il telaio tubo è in questo caso un elemento interessante, perché offre la possibilità di ridisegnare il prodotto conoscendo le tecnologie da noi messe a disposizione. Dobbiamo fare importanti sforzi per diventare un partner esclusivo, proprio per proporre consulenze sul prodotto e sul processo, che altri non sono in grado di offrire. Un ultimo aspetto che vorrei trattare è quello della sicurezza: diverse persone sedute a questa tavola sono cofondatrici della Scuola Nazionale di Sicurezza Laser, un elemento che dovrebbe essere posto più all’attenzione della clientela, perché è uno degli aspetti che ci contraddistinguono nei confronti dei concorrenti cinesi e asiatici in generale».

Stefano Cattaneo – IPG Photonics
«La cosa che da sempre mi affascina dei laser è la loro versatilità, perché sono strumenti che permettono di fare veramente tantissime operazioni anche molto diverse tra loro. Se dovessi, invece, dare agli utenti un’indicazione della differenza tra un laser e l’altro, suggerirei di guardare l’efficienza, il primo parametro che evidenzia la maturità di una tecnologia, perché dà la percezione di quanto un prodotto è evoluto. L’efficienza porta poi all’affidabilità, perché tutto ciò che non viene trasformato in luce per la lavorazione diventa calore, un potenziale problema. Confermo infine la ecessità di collegare il service con la ricerca e sviluppo, perché è dai problemi che vengono gli stimoli alle nuove idee».

Luigi Frapolli – Bystronic
«Tra tutte le caratteristiche che il cliente cerca in un impianto, sicuramente la facilità d’utilizzo e gestione assume un ruolo molto importante al pari dell’affidabilità, parametro questo che sempre più spesso viene dato per scontato dal cliente stesso. Mentre i primi tempi in cui il laser fibra ha fatto la sua apparizione nel mondo del taglio della lamiera si valutavano le sue prestazioni rispetto al CO2 oggi, con l’aumento delle potenze e di tutta una serie di sistemi messi a punto per aumentare e limitare alcune defiance, l’ottimizzazione del processo e l’ottenimento di una qualità importante sono sicuramente i fattori tenuti maggiormente in considerazione».

Cristiano Porrati – Prima Power
«Analizzando gli aspetti evidenziati, sottolineerei l’affidabilità, i costi d’investimento e la produttività; parlando proprio di quest’ultima, declinata su tutto il processo integrato di produzione, aziende come la nostra possono offrire soluzioni particolarmente performanti. Questi tre aspetti si devono poi tradurre in migliori costi di produzione perché è ciò che interessa ai nostri clienti, i quali analizzano tutto questo riferito alla macchina che vanno ad acquistare. Molti però vanno anche oltre, analizzando non solo le caratteristiche dell’impianto ma anche quelle del fornitore, quindi l’affidabilità non dev’essere solo quella della macchina, bensì anche dell’azienda costruttrice che deve essere innovativa e in grado di fornire un pacchetto di soluzioni in termini di tecnologie, software e servizi che vada ben oltre la necessità contingente».

Giuseppe D’Amelio – Optoprim
«Vendendo sorgenti, dal nostro punto di vista il costo è uno dei parametri fondamentali, perché minore costo significa più potenzialità di mercato. Il cliente per noi è il piccolo integratore che vorrebbe approcciare alla tecnologia laser, ma è sempre limitato dalla conoscenza e dagli investimenti che potrebbero risultare onerosi per la piccola impresa. Grazie al nostro laboratorio, alle tecnologie presenti e agli ingegneri che lo animano, noi offriamo un servizio di trasferimento della conoscenza: guidando i clienti nella scelta della tecnologia laser più adeguata alle loro esigenze, partendo dal processo e arrivando all’integrazione della stessa nel loro sistema. Noi partiamo da un alto livello di formazione dei nostri tecnici e ingegneri, che dovranno poi trasferire il loro know how agli operatori del cliente».

Elena Farina – Comaf
«Condivido quanto affermato dai colleghi aggiungendo il costo d’investimento, perché il cliente si aspetta da noi un prezzo concorrenziale. Abbiamo in Ermaksan un reparto Ricerca & Sviluppo molto avanzato, composto da quasi 100 ingegneri, e l’alta tecnologia in Turchia è molto incentivata dagli aiuti del Governo, che mettono in condizioni le aziende che valgono di esprimere tutto il proprio potenziale sul mercato. Anche i tempi di consegna diventano un aspetto rilevante: mediamente le nostre macchine vengono consegnate al cliente entro due mesi dall’ordine, e questo aspetto sicuramente piace ai clienti, che una volta deciso l’acquisto decidono “metterlo in pratica” il prima possibile. Infine, il software che l’azienda ha sviluppato è in grado di fornire una gestione della manutenzione predittiva dell’impianto, oltre a una gestione di service anche in remoto, così da facilitare il compito degli operatori che quotidianamente lavorano sulla macchina».

Pierandrea Bello – Salvagnini Group
«Se dobbiamo trovare due punti d’interesse principali, citerei l’affidabilità e l’efficienza: con il primo termine intendo l’ottimale funzionamento degli impianti, che è poi una richiesta molto forte da parte della clientela, mentre con l’efficienza non mi riferisco a quella energetica della sorgente, ma di processo in generale, su cui i clienti stanno mettendo sempre più la testa, e non solo quelli che fanno un prodotto proprio ma anche i contoterzisti. Affidabilità ed efficienza, dunque, sono due concetti che si stanno fondendo e la nostra risposta dev’essere quella di riuscire a integrarli con il servizio, che non significa l’assistenza tecnica ma un service molto più ampio. I servizi IoT stanno diventando sempre più importanti, perché forniscono molti dati che ci permettono di operare in tempi più veloci; ultimamente capita sempre più spesso che i clienti, anche Gruppi multinazionali, inizino le discussioni su nuovi impianti partendo dal service perché chiedono un approccio globale, fatto di dati e di previsioni di cicli sulle macchine. Il passo successivo alla raccolta di una grande quantità di dati, che è poi la vera sfida, è quello di ottimizzarli, creando algoritmi che consentano di fare funzionare le macchine in maniera differente».

Giovanni Baccolini – Yamazaki Mazak
«Concordo pienamente con quanto affermato dai colleghi, convinto che affidabilità, efficienza e produttività siano tutti servizi che noi diamo già ai nostri clienti. Diventa quindi importante trovare idee tecnologiche e applicative, in risposta alle richieste di flessibilità del mercato, ossia la capacità di una grande azienda di riuscire ad affinare la giusta soluzione per ogni singola realtà produttiva. Per fare ciò bisogna aggiungere non solo il service, ma molti altri servizi già nella prevendita, mettendo il cliente in condizioni di potere valutare l’investimento al meglio».

Marco Schiavi – SEI Laser
«Affidabilità, versatilità, service: tre termini chiave che caratterizzano da sempre SEI Laser, oltre che motori fondamentali della nostra crescita. Per quanto riguarda l’affidabilità tutte le fasi del processo produttivo sono per noi fondamentali, nulla viene trascurato. Ogni componente meccanico o elettronico viene prodotto internamente e attentamente verificato prima dell’assemblaggio, produciamo e collaudiamo le macchine, elaboriamo il software gestionale. Tutti i nostri sistemi laser, inoltre, sono caratterizzati per l’estrema semplicità di utilizzo e il nostro software proprietario Icaro è estremamente intuitivo e user friendly. Per quanto riguarda la versatilità, come anticipato tutti i nostri sistemi laser sono disponibili in svariate configurazioni che li rendono adatti a qualsiasi ambiente e processo di produzione e che soddisfano le richieste e le esigenze applicative di ogni cliente che proviene da qualsiasi campo applicativo. Per quanto riguarda il service, invece, SEI Laser è sempre connessa con i propri clienti garantendo una risposta puntuale e personalizzata: il nostro personale tecnico specializzato è presente in tutto il mondo attraverso le filiali e i distributori. L’azienda, infatti, pone grande attenzione alla formazione continua e permanente dei suoi tecnici con training sui nuovi sistemi laser e aggiornamenti su quelli installati. SEI Laser rivolge la stessa attenzione anche agli operatori tecnici dei propri clienti preparandoli, assistendoli e certificandoli. I corsi di aggiornamento sono programmati con regolarità durante l’anno, per garantire sempre un uso professionale dei sistemi laser».

Federico Zocche – CY-Laser
«Possiamo affermare con certezza che in questi ultimi anni sempre più aziende si sono avvicinate al laser, e questo ha portato a un deciso crollo dei prezzi di vendita. Tra queste, il cliente maturo guarda più l’affidabilità e la versatilità della macchina, cercando anche soluzioni d’automazione, mentre c’è tutta una fetta di mercato che guarda invece più al costo d’investimento. Per quanto riguarda il service, abbiamo dato vita a Cylaser Engineering, un’azienda dedicata all’assistenza e alla ricerca e sviluppo. Ma la parte importante, e che ci ha sempre contraddistinto, è quella del process engineering sul quale stiamo puntando molto, fornendo ai clienti soluzioni personalizzate in base alla specifica necessità produttiva. Una nostra caratteristica che è difficile da riscontrare nelle multinazionali, ma che secondo me avrà dei grossi risvolti in futuro, è il fatto che noi ci siamo sempre posti sul mercato come integratori di tecnologia laser e, in questo, abbiamo una visione diversa e la stiamo cavalcando al meglio delle nostre possibilità».

Christian Mora – Fanuc Italia
«Fanuc fa dell’affidabilità il proprio fiore all’occhiello assieme al supporto; costruttori e integratori che utilizzano i nostri prodotti hanno sempre richiesto un altissimo livello di affidabilità, con anche un aiuto da parte nostra per la formazione prima ancora della vendita stessa del prodotto. La nostra mission, dunque, è quella di fare sì che chi costruisce la macchina e che ha in mano il know how possa ottimizzare il nostro prodotto in base alle proprie esigenze costruttive. L’azienda, grazie alla propria rete mondiale, riesce a essere vicina sia al costruttore che all’utilizzatore finale e chi ci sceglie come partner sa di avere Fanuc in quasi ogni Paese del mondo, anche perché ha un unico interlocutore in caso di necessità. Un cliente che possiede delle macchine con a bordo nostri prodotti, anche ultradecennali, avrà la possibilità di poterle riparare senza doverle per forza considerare obsolete».

Maurizio Gattiglio – Convergent Photonics
«Partirei dalla definizione della parola spesso utilizzata di “commodity”, ovvero “bene senza differenze qualitative; prodotto indipendente da chi lo produce”. Questa percezione esistente sul mercato che il laser sia una commodity non è assolutamente corretta e serve spiegarlo ai clienti. Affidabilità ed efficienza non sono dei parametri assoluti sul laser fibra, ma dipendono strettamente da come si utilizzano i diodi. La vita di questo tipo di laser viaggia con la sesta potenza della corrente di pompaggio dei diodi, ed è molto importante dominare questi elementi per dare un prodotto adatto all’applicazione richiesta. Allo stesso modo anche la macchina non dev’essere percepita come una commodity, come potrebbe sembrare dato che spesso utilizzano laser molto simili e teste di lavorazioni identiche perché, in tal caso, si parlerebbe solo di prezzi. Se questo è il modo con cui ci si pone sul mercato, fra qualche anno saremo sopraffatti totalmente dai Paesi asiatici che, grazie a minori costi di manodopera e a economie di scala importanti sul prezzo, non sono superabili. È quindi fondamentale che i costruttori di macchine diventino sempre più esperti nel laser per poterne dominare la tecnologia e l’applicazione, compresa l’installazione e il service. Per questo motivo noi diamo la possibilità ai nostri OEM di effettuare direttamente il service del laser in fibra, ponendoci non come fornitori di una “commodity” ma come un partner tecnologico».