Tra plastica e pressofusione di leghe di zinco, Apiro HD di igus unisce stabilità, flessibilità e bassa manutenzione per applicazioni come i cambi formato dell’industria delle bevande.
Realizzato con una combinazione di plastica e pressofusione di leghe a base di zinco, il nuovo riduttore Apiro HD di igus in versione Heavy Duty unisce stabilità, flessibilità e bassa manutenzione per applicazioni come i cambi formato dell’industria delle bevande.
Vantaggi della plastica
Il passaggio dai tradizionali riduttori metallici ai riduttori drygear Apiro, dotati di ingranaggi senza fine in plastica ad alte prestazioni, offre numerosi vantaggi: minori costi, peso ridotto e totale assenza di lubrificazione. Per le applicazioni particolarmente gravose, tuttavia, molti progettisti hanno finora mostrato cautela nell’adottare soluzioni in plastica, per il timore che non fossero sufficientemente resistenti agli urti e alle sollecitazioni meccaniche.
Per rispondere a questa esigenza, igus ha sviluppato drygear Apiro HD, una soluzione ibrida che combina i vantaggi di entrambi i materiali. L’ingranaggio senza fine continua a essere realizzato in tribopolimeri, mentre l’alloggiamento in pressofusione di leghe a base di zinco assicura la robustezza richiesta anche nelle condizioni operative più impegnative.
Problemi risolti
Per alcune semplici operazioni di regolazione, i riduttori in metallo risultano sovradimensionati, troppo pesanti e costosi, oltre a richiedere importanti sforzi di manutenzione: in questi casi, i riduttori modulari Apiro di igus rappresentano una valida alternativa.
Grazie a questa soluzione, infatti, i progettisti possono utilizzare giunti, unità di azionamento e riduttori, molti dei quali realizzati in plastica ad alte prestazioni, per sviluppare sistemi di automazione leggeri, convenienti ed esenti da lubrificazione.
Tra le applicazioni tipiche rientrano gli spintori per il settore del material handling e i sistemi di cambio formato dell’industria alimentare e delle bevande. «Tuttavia — ha spiegato Giulio Ferrante, Country Manager di igus Italia, responsabile della divisione dry-tech — alcuni progettisti erano restii ad adottare questa tecnologia, temendo che nelle applicazioni più impegnative i riduttori potessero subire danni a causa degli impatti provocati dalle merci trasportate. Per questo abbiamo messo a punto un alloggiamento in pressofusione di zinco per uno dei modelli più diffusi, il nostro riduttore a ingranaggio senza fine Apiro, rendendolo adatto anche alle condizioni operative più difficili».
Carico fino a 70 kg
Il nuovo alloggiamento in pressofusione di leghe a base di zinco ha aumentato la capacità di carico del riduttore. Il materiale più rigido consente un carico statico fino a 70 kg e un carico dinamico sul riduttore fino a 25 kg. «Con questa soluzione — ha aggiunto Ferrante — rispondiamo alle crescenti esigenze delle applicazioni di cambio formato, garantendo al contempo la protezione del meccanismo dagli urti».
La pressofusione risulta inoltre più conveniente rispetto a quella dell’alluminio o dell’acciaio: il materiale si contraddistingue per l’elevata resistenza meccanica e alla corrosione. Grazie al loro basso punto di fusione, le leghe a base di zinco sono facili da lavorare e consentono una produzione particolarmente precisa e dimensionalmente accurata: ciò riduce sia il fabbisogno energetico, sia lo sforzo richiesto per la post-produzione.
Anche nella nuova versione ibrida, l’ingranaggio senza fine in plastica con rapporto 4:1 firmato igus continua a funzionare senza lubrificazione e quindi senza necessità di manutenzione: «Con Apiro HD — ha concluso Ferrante — rispondiamo alle esigenze dei progettisti proponendo un modello ibrido in grado di coniugare robustezza ed economicità».
Ulteriori dettagli su Apito HD a questo link.
a cura di LORIS CANTARELLI

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