Prestazioni da robot industriale e flessibilità collaborativa: ABB Robotics ha lanciato PoWa, la nuova generazione di cobot ad alta velocità progettata per applicazioni sempre più evolute. Andrea Cassoni, Global Head of Collaborative Robotics, racconta l’evoluzione del mercato tra IA, semplicità d’uso e futuro.
Unire la semplicità e la flessibilità della robotica collaborativa con prestazioni tipiche dei robot industriali tradizionali: velocità elevate, maggior capacità di carico, precisione e affidabilità. Nasce da questa visione la nuova famiglia di cobot PoWa sviluppata da ABB Robotics.
Con la nuova gamma, ABB punta a superare il tradizionale confine tra cobot e robot industriali, rispondendo a una domanda di automazione flessibile ma performante, accessibile tanto alle PMI quanto alle grandi realtà produttive.
«Negli ultimi anni — esordisce Andrea Cassoni, Global Head of Collaborative Robotics di ABB Robotics — la robotica si è attestata su crescite tranquille, con una media di circa il 5% annuo, mentre è il settore dei cobot ad aver registrato tassi di sviluppo superiori, almeno 2-3 volte quelli dei robot industriali: stimiamo una crescita della robotica collaborativa del 20% all’anno fino al 2028, anche grazie alla spinta dell’intelligenza artificiale, che farà fare al settore un salto quantico»
Un nuovo segmento tra cobot e robot industriali
La nuova famiglia PoWa nasce dall’osservazione delle esigenze emergenti dei clienti industriali.
«Abbiamo riscontrato — sottolinea Cassoni — che molti clienti desideravano le caratteristiche dei robot collaborativi ma con prestazioni da robot industriale, ovvero velocità e precisione. Secondo noi esisteva un vero e proprio vuoto di mercato: combinare la flessibilità dei cobot con portate e prestazioni superiori. PoWa si colloca proprio in quello spazio intermedio tra i cobot e i robot industriali convenzionali. Per creare questa linea abbiamo dovuto bilanciare durabilità, velocità, peso ridotto e footprint compatto: è stato un importante esercizio di ingegneria».
La gamma comprende 6 categorie di portata da 7 a 30 kg, con velocità di punta fino a 5,8 m/s, sbracci estesi e il più elevato carico al polso disponibile oggi sul mercato collaborativo. La nuova architettura è stata sviluppata specificamente per applicazioni ad alta velocità come machine tending, palletizzazione e saldatura.

Facilità d’uso e integrazione rapida
Uno dei principali punti di forza della nuova famiglia PoWa è la rapidità di implementazione.
I cobot possono essere installati e messi in funzione in meno di un’ora, grazie alla programmazione no-code, ai pulsanti integrati sull’interfaccia lato braccio e alla compatibilità plug-and-play con un ampio ecosistema di accessori di terze parti.
«Il cobot — osserva ancora Cassoni — ha un footprint ridotto e consente un deployment molto rapido. Lo si può installare velocemente anche in aree dello stabilimento non ancora automatizzate, senza dover stravolgere il layout produttivo. Spesso il robot collaborativo lavora fianco a fianco con il robot industriale tradizionale, ampliando la flessibilità delle celle produttive».
Una caratteristica che rende i cobot interessanti non soltanto per le PMI, ma anche per grandi settori industriali come automotive ed electronics.

IA, simulazione e robotica autonoma
Alla base della piattaforma PoWa vi è il controllo ABB OmniCore, integrato con l’intero ecosistema software ABB Robotics, incluso RobotStudio, la piattaforma di simulazione e programmazione offline di ABB, che offre una replica digitale completa (digital twin) di asset fisici o sistemi.
«È importante sottolineare — evidenzia Cassoni — che il controllo e i software sono gli stessi su tutta la nostra gamma. Questo significa che aggiornamenti, nuove funzionalità o upgrade di cybersecurity vengono immediatamente estesi a tutti i prodotti».
L’IA (Intelligenza Artificiale) rappresenta uno degli assi strategici più importanti dell’evoluzione futura della robotica ABB. «Grazie all’IA — prevede infine Cassoni — tutte le barriere tecniche verranno abbattute: il robot percepirà l’ambiente circostante e non sarà più necessaria la programmazione tradizionale. Già oggi possiamo generare automaticamente programmi ottimizzati in termini di tempo ciclo e consumi energetici. Alla luce della collaborazione con Nvidia porteremo l’IA fisica nell’industria su larga scala, con livelli di accuratezza elevati, grazie all’integrazione delle librerie Omniverse in RobotStudio, che diventerà RobotStudio HyperReality. In futuro saremo circondati da robot autonomi che non necessitano della supervisione umana: intelligenti, capaci di comprendere l’ambiente circostante, reagire e svolgere attività diverse in totale sicurezza».
E che cosa ne sarà, delle celebri 3 leggi della robotica di Asimov? «Probabilmente resteranno valide. Probabilmente…», chiosa Cassoni.
a cura di LORIS CANTARELLI

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