Il riciclo per l’approvvigionamento di carburo in Europa

ECTA chiede un’azione continentale coordinata, fondamentale per garantire la fornitura di tungsteno.

Garantire la fornitura di tungsteno è diventata una sfida cruciale per l’industria europea della lavorazione dei metalli.

La competitività del sistema

«Il riciclo è ormai decisivo — ha dichiarato Federico Costa (nella foto in alto), presidente di ECTA – European Cutting Tools Association, durante l’ECTC (European Cutting Tools Conference) a Graz — e riportare il carburo cementato nel ciclo europeo è un elemento chiave per garantire l’approvvigionamento e quindi la competitività del nostro sistema manifatturiero».

La Cina continua a controllare oltre l’80% della produzione e trasformazione globale di tungsteno e utilizza sempre più le restrizioni all’export come strumento di politica industriale. Di conseguenza, l’industria europea non si trova soltanto ad affrontare forti aumenti dei prezzi, ma anche una crescente incertezza rispetto alla disponibilità di questa materia prima critica.

Appello a un’azione coordinata

Per rafforzare la resilienza europea, ECTA ha invitato a un’azione coordinata tra industria e decisori politici.

Le aziende lungo l’intera catena del valore devono garantire che i rottami contenenti tungsteno vengano sistematicamente reimmessi nei circuiti di riciclo europei, mantenendo questa materia prima strategica nel perimetro dell’industria europea.

In parallelo, gli investimenti nelle infrastrutture di riciclaggio e trattamento devono aumentare di pari passo per potenziare la capacità e soddisfare la domanda in crescita.

Riciclo sotto pressione

Circa il 50% del carburo cementato utilizzato in Europa proviene già dal riciclo, a dimostrazione dell’importanza dei sistemi circolari esistenti.

Tuttavia, questi sistemi sono sempre più sotto pressione: la capacità di trasformazione europea sta raggiungendo i propri limiti di saturazione mentre la domanda globale di carburi potenzialmente riciclabili continua ad aumentare a livello globale, rendendo impossibile anche un’economia circolare ben consolidata soddisfare pienamente il fabbisogno europeo.

È quindi necessario un insieme più ampio di misure, tra cui lo sviluppo di ulteriori fonti primarie di tungsteno, per ridurre le dipendenze e diversificare l’approvvigionamento.

Sfruttare il potenziale

A tutto questo devono aggiungersi prezzi energetici competitivi e norme meno complesse e più facili da attuare, applicate in modo più coerente in tutta Europa, per sostenere gli investimenti e consentire un riciclaggio efficiente su larga scala, poiché i complessi requisiti normativi e le interpretazioni incoerenti, nella pratica, limitano l’effettivo sfruttamento del potenziale di riutilizzo in materia di autorizzazioni, classificazione e trattamento.

«Ad esempio — ha sottolineato Costa — non è giustificato trattare i carburi potenzialmente riciclabili di alta qualità allo stesso modo dei residui contaminati da olio e refrigerante. Questi flussi di materiali differiscono in modo significativo, per proprietà e profili di rischio, e richiedono una gestione differenziata».

Mentre i residui contaminati richiedono misure specifiche per garantire rispetto delle norme di sicurezza in materia ambientale e sanitaria, i rottami di carburo rappresentano una materia prima preziosa che può essere reintegrata in modo sicuro ed efficiente nel ciclo industriale.

Responsabilità condivisa

È necessario intervenire per evitare che normative eccessivamente complesse disperdano il potenziale del riciclo, mentre volumi significativi di materiale continuano a lasciare l’Europa, aggravando ulteriormente la carenza.

Garantire una fornitura sicura di tungsteno è quindi una responsabilità che va condivisa tra industria e gli organi decisori dell’Unione Europea.

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a cura di LORIS CANTARELLI