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Presse piegatrici, la tecnologia supporta la ripresa

Reattività, automazione, flessibilità, supporto anche nella tipologia di investimenti da portare a termine. Questi i principali temi con i quali si confrontano costruttori e fornitori di presse piegatrici, le cui opinioni sono state raccolte dalla nostra rivista “TecnoLamiera” in un’inchiesta dedicata.

di Davide Davò

Ormai da diversi mesi, ogni volta si prova a delineare un quadro dell’attuale situazione di mercato legata a una qualsiasi tecnologia di produzione ci si deve confrontare con gli effetti dell’emergenza sanitaria su scala mondiale. Una situazione che ha bloccato in modo più o meno importante le attività industriali, e risalendo a monte ha inciso anche sugli investimenti relativi agli impianti produttivi. Volendo trovare comunque aspetti incoraggianti in questo difficile momento, si può considerare come tale scenario abbia messo ancora più in evidenza alcuni trend che già in tempi recenti erano emersi in modo deciso: due su tutti la necessità di automatizzare maggiormente la produzione e di completare la digitalizzazione dei processi. La maggior parte degli investimenti avviati lo scorso anno infatti è stata regolarmente conclusa, o al più soltanto posticipata in attesa di un ritorno a una situazione di maggior stabilità, ma la volontà delle aziende di introdurre soluzioni più evolute non è stata intaccata. Per avere un profilo più dettagliato dell’attuale situazione relativamente ai trend di mercato e tecnologici, TecnoLamiera ha raccolto le opinioni di alcuni dei principali attori nell’ambito delle presse piegatrici.

Presse piegatrici, necessità e possibilità

A rompere il ghiaccio è Silvia Bragagnolo di Asaf, che sottolinea l’importanza di ripensare l’approccio alla clientela ponendo attenzione sia agli aspetti tecnici sia alle modalità con cui portare a termine l’investimento. «In questo periodo, così doloroso e delicato, le aziende sono chiamate ad affrontare scelte importanti che dovranno contemplare il salvataggio nel breve periodo ma anche una revisione strategica nel lungo termine. Per questo credo necessario un nuovo e diverso approccio al mercato sia mediante una radicale rilettura della domanda, sempre più orientata alla flessibilità e al just-in-time, sia grazie all’individuazione di nuovi sbocchi di crescita, spinti anche da un uso ancora più deciso del digitale. Sono infatti consapevole che le azioni intraprese oggi dalle imprese avranno un impatto rilevante sulla velocità di ripresa dalla crisi e per questo credo sia necessaria un’azione immediata per fare fronte ai problemi di liquidità a breve termine, ma anche per risolvere quelli legati ai costi e alla profittabilità e generare budget da investire in nuove tecnologie. In questo particolare periodo Asaf sta rispondendo alle mutate esigenze del mercato proponendo da un lato l’adozione di sistemi ad alta integrazione secondo Industria 4.0 come le soluzioni di piegatura ibride e servoelettriche e, dall’altro, formule di pagamento personalizzato sull’acquisto del nuovo, oltre che un servizio di assistenza sempre più tempestivo e professionale in grado di soddisfare le più svariate esigenze dei clienti».

Secondo Tommaso Bonuzzi di Salvagnini il cambiamento forzato legato alla pandemia ha portato a nuove esigenze, che per i fornitori di tecnologie possono divenire opportunità. «Le aziende si sono dovute obbligatoriamente adattare in tempi brevissimi alla difficile ed eccezionale contingenza che stiamo vivendo. I risultati sono differenti, talvolta soddisfacenti, talvolta – purtroppo – deludenti. Alcuni, per esempio, hanno visto crollare raccolta ordini e fatturato del 50% perché il mercato di riferimento si è fermato. Altri hanno dovuto istantaneamente passare dal lotto medio al lotto unitario, traendo enorme beneficio dalla flessibilità dei nostri sistemi. Nonostante le incertezze sull’evoluzione del virus molti imprenditori stanno investendo in tecnologia all’avanguardia per essere pronti alla prossima ripresa, in cui saranno richiesti prodotti di altissima qualità, tempi brevi di attraversamento, massima efficienza di processo, alta affidabilità e costi ridotti. In questo nuovo contesto macchine e sistemi dovranno tendere sempre più verso l’autonomia di funzionamento: da una parte con soluzioni IoT che consentano gestione da remoto e analisi in real time della produzione, dall’altra con software di gestione del processo, come il nostro OPS, che garantiscano bilanciamenti produttivi, gestione delle priorità ed efficientamento dell’utilizzo dei materiali. Il mondo è cambiato ma ha aperto nuovi orizzonti e possibilità che, per chi sarà in grado di coglierle, diverranno grandi opportunità».

Presse piegatrici, maggior flessibilità

Lo spostamento delle competenze dall’officina all’ufficio tecnico favorito dagli strumenti di interconnessione delle macchine rappresenta un tema chiave per Pierluigi Vaghini di Amada. «Già da qualche anno le aziende stanno vivendo e gestendo la forte contrazione relativa al numero di pezzi per lotto, con un importante incremento della variabilità di quest’ultimo. La risposta che devono fornire al loro utente finale deve essere pertanto immediata, precisa ed economica. Per gestire costantemente tali esigenze, la struttura aziendale e l’approccio moderno al ciclo produttivo diventano condizioni essenziali per mantenere alta la loro performance. In quest’ottica, lo sviluppo importante dell’interconnessione di fabbrica ha portato una costante evoluzione nella gestione della fase produttiva. Di riflesso si è sviluppata la forte necessità d’implementare o sostituire tecnologie già presenti negli stabilimenti e che non potevano partecipare a questo match. La partnership uomo/ macchina sta via via scemando, lasciando posto a quella costituita da software/macchina. Lo spostamento delle skill tecniche dall’officina all’ufficio rappresenta un cambiamento necessario anche se difficile, poiché la gestione e la visione globale del ciclo produttivo creano una nuova modalità di lavoro».

Mauro Bellan di Gasparini Industries mette in evidenza il legame tra strumenti digitali e flessibilità dei processi. «Il virus ci ha messo di fronte all’importanza della digitalizzazione dei processi aziendali in maniera molto decisa. Questa situazione di forte instabilità e incertezza ci porta a dovere essere estremamente flessibili e pronti nelle reazioni: per questo è fondamentale la digitalizzazione dei processi. È necessario sapere riprogrammare la propria produzione con grande velocità senza tuttavia impattare sui costi interni, legati appunto all’incertezza. Se prima gli orizzonti temporali erano brevi ora sono brevissimi: pianificazione e programmazione sono sottosopra e si naviga a vista. Prodotti che ieri erano indispensabili oggi sono dimenticati, e oggetti che ieri neppure esistevano oggi sono fondamentali. Quindi per un’azienda è ancora più importante essere in grado di reagire in tempo reale, rispondere subito alle esigenze dei clienti o sviluppare in tempi brevi nuovi prodotti. È cambiato anche il modo di lavorare: lo smart working deve interfacciarsi con la produzione, l’ufficio deve dialogare a distanza con gli operatori per limitare i contatti e quindi servono macchine con tecnologia che aiuti in questo senso».

Presse piegatrici, risposte immediate

Reattività è la parola chiave secondo Fabio Farina di Prima Industrie. «La generale situazione di incertezza post-Covid sta gravando sul sistema industriale a diversi livelli. Contrazione di liquidità, politiche economiche e interventi fiscali non ancora definiti e non omogenei sia in Europa che nel resto del mondo portano necessariamente a un ripensamento del modus operandi delle aziende. Il post-lockdown in Europa ha portato una progressiva ricerca di lavoro agile, velocità di comunicazione, decisione e chiusura delle commesse. Una serie di aziende si sta muovendo chiaramente verso una configurazione aziendale leggera e pronta ad accogliere con immediatezza ogni richiesta di mercato. Velocità e versatilità sono le parole chiave di questa ripresa e interessano ogni fase aziendale, da quella di engineering alla logistica di delivery. Un mercato così poco chiaro crea opportunità solo per chi si organizza per distinguersi dai competitor in termini di “ready to deliver”. La base di tutto è chiaramente un sistema software in grado di dare al management informazioni chiare e tempestive con la creazione di un cruscotto di comando aziendale che permetta di insistere sulla versatilità di ingegnerizzazione, produzione e consegna del bene commissionato».

Anche Emanuele Gaiani di F.lli Gaiani sottolinea l’importanza dell’essere rapidi nell’evadere le richieste della clientela. «La fase che stiamo vivendo non è strettamente correlata a questioni di carattere tecnologico. Di conseguenza, anche la richiesta della nostra clientela non ha evidenziato grandi variazioni in termini di tipologia di macchine acquistate. Quello che era il trend di inizio 2020 che vedeva le aziende alla ricerca di soluzioni che alzassero il livello in termini di versatilità, affidabilità, automazione, semplicità di utilizzo ed efficienza energetica è rimasto pressoché invariato. Differente invece è l’aspetto legato ai rapporti con la clientela e in particolare al tema della consegna delle macchine. Molte realtà infatti hanno riscontrato la necessità di congelare le trattative soprattutto durante il periodo di chiusura, per poi accelerare l’installazione dell’impianto appena è stato possibile per loro riavviare la produzione con una certa stabilità. In quest’ottica la nostra reattività è un’arma vincente per concludere con successo le trattative già avviate e per acquisire nuove commesse. Lo stretto legame tra F.lli Gaiani e Adira infatti ci permette di consegnare una macchina configurata secondo le esigenze del cliente in tempi davvero ristretti».

Presse piegatrici, essere partner

L’importanza del legame cliente-fornitore è un elemento centrale per Elena Farina di Comaf. «Per quanto riguarda il nostro riscontro dal mercato, la situazione di emergenza che stiamo attraversando non ha influenzato i trend del settore, né ha avuto incidenza sulla tipologia di investimenti affrontati dalla clientela. L’unica richiesta differente che abbiamo ricevuto da un numero limitato di aziende ha riguardato la possibilità di posticipare la data di consegna delle macchine per esigenze di carattere finanziario. Richieste che abbiamo soddisfatto senza difficoltà, anche per la conoscenza del mercato italiano e per il rapporto instaurato negli anni con i nostri clienti. Sappiamo quanto sia importante soprattutto per le aziende piccole potere contare su un fornitore consapevole delle dinamiche del nostro Paese e disponibile a garantire un supporto non solo in termini di tecnologia ma anche in altri ambiti. In Comaf siamo consapevoli delle capacità delle aziende italiane, che soprattutto negli ultimi anni stanno riprendendo a investire nella sostituzione di macchine obsolete con soluzioni più performanti, e siamo fiduciosi che tra fine 2020 e inizio 2021 le nostre realtà potranno ritornare a produrre in una situazione più lineare e stabile, che si tradurrà in un ritorno organizzato nell’investimento in nuove tecnologie».

Ridurre al minimo inefficienze e quindi costi è la strada da percorrere secondo Andrea Lazzari di Gade. «Recupero di competitività per fare fronte alla contrazione della domanda. Questa la grande sfida che i nostri clienti ci dicono debbano vincere. Giocoforza sia in termini di prodotti che di servizi il mercato si sta orientando verso soluzioni che, ancora più di prima, siano in grado di garantire una maggiore produttività, non tanto per fare fronte a elevati volumi di produzione quanto per cercare di ridurre i tempi di esecuzione e di gestione perseguendo, a parità di qualità, una riduzione di costo industriale. Un’attenta valutazione dell’investimento è diventata pertanto la priorità numero uno. Ciò non significa affatto perseguire il minore costo di acquisto di un bene, ma essere in grado di comprendere quale possa essere per esempio la corretta configurazione di prodotto per ottenere il maggior ritorno nel minor tempo possibile, avvalendosi di un partner in grado non solo di supportare la scelta ma anche di rappresentare un riferimento per la gestione del life cycle management della macchina. Un servizio tempestivo e competente è oggi più che mai un key success factor, fondamentale per ridurre i costi di esercizio del bene che computano anch’essi nella determinazione del TCO».

Presse piegatrici, sempre più 4.0

Secondo Flavio Baietti di Alpemac il nuovo scenario che stiamo affrontando incide sulla possibilità di reperire e installare in tempi rapidi soluzioni ad alta tecnologia. «Quanto si evince dal nostro riscontro sul mercato è che la situazione di emergenza sanitaria ha fatto emergere la necessità di un’economia meno legata ai mercati extra-UE. Questa esigenza è evoluta in una crescente volontà da parte delle imprese di investire in impianti con marchio CE. I prodotti trattati da Alpemac sono perfettamente coerenti con quanto il mercato richiede in questo momento. La “corsa alla digitalizzazione”, accelerata dal lockdown, è un aspetto da non sottovalutare; la positiva accelerazione dell’utilizzo di tecnologie digitali a qualsiasi livello lavorativo, sia privato che pubblico, ha portato un incremento della qualità dei servizi quali connessioni Internet, software per smart working e applicazioni per lavoro da remoto. Inoltre la situazione che stiamo vivendo ha permesso di valutare in modo critico le spese sostenute da un’azienda in spostamenti del personale per riunioni spesso brevi. Questa nuova necessità di digitalizzazione e automazione è in sintonia con l’intervento di agevolazione statale della 4.0 che a oggi rappresenta il maggiore stimolo d’investimento per le aziende».

Anche negli impianti di dimensioni importanti automazione e riduzione delle inefficienze sono temi caldi, come spiega Andrea Bergaglio di MCM. «L’attuale situazione di mercato ha accelerato le tendenze di sviluppo che già da parecchio tempo guidano l’evoluzione dei prodotti. Oggi “servizi accessori”, disponibilità e percentuale di saturazione sono considerati parte integrante della fornitura e non più opzioni marginali non indispensabili. L’automazione ha assunto una priorità essenziale per le aziende; per esempio, una pressapiegatrice per la formatura di tubi oggi deve potere lavorare in automatico ed essere gestita da un solo operatore che si occupa delle operazioni di carico/scarico e avvio della formatura, funzionalità che noi realizziamo anche per progetti di macchinari con capacità di lavorazione superiori alle 4000 t dove la movimentazione accessoria della lamiera (spintori, rotolatori e così via) è parte del nostro scopo di fornitura e sviluppo. Le ragioni di questa evoluzione sono diverse, non ultima il fatto di potere utilizzare personale con skill differenti oppure ridurre l’incidenza della manodopera per produrre in modo conveniente senza per forza delocalizzare la struttura in aree a basso costo. In aggiunta ai moderni concetti dell’Industria 4.0 le nostre macchine rispondono appieno ai requisiti di assistenza remota e teleassistenza predittiva, raggiungendo così percentuali di disponibilità e saturazione prossime al 100%».

Presse piegatrici, service e tecnologia

Ogni cambiamento porta con sé nuove esigenze, e quindi anche la necessità di tecnologie differenti individuate con il supporto del partner, come afferma Flavio Baietti di Alpemac. «La strategia di Alpemac, quale rivenditore SafanDarley, è quella di fornire al cliente un servizio completo: dall’individuazione della macchina più adatta alle esigenze produttive alla consulenza sulle agevolazioni fiscali che l’acquisto permette. Alpemac, per offrire un servizio ottimale su tutto il territorio italiano, ha ampliato la rete di consulenti del settore, disponibili per consultazioni su agevolazioni fiscali e sgravi regionali. Questo ampliamento riguarda anche il personale rivolto alle vendite: Alpemac crede in una squadra motivata e coinvolta, nella quale custodire la propria identità, che sappia reagire nei momenti difficili. In azienda, come negli altri aspetti della vita, occorre trovare uno scopo comune per cui darsi da fare e potersi spendere, altrimenti si rischia di cadere nell’individualismo che difficilmente conduce all’obiettivo. Un pensiero questo che crea un’azienda in cui credere e che durerà nel tempo, piuttosto che un contenitore di profitto. Il punto di forza di SafanDarley è un completamento alla nostra strategia, in quanto dispone di un ampio ventaglio di tecnologie: l’offerta comprende macchine idrauliche, ibride ed elettriche. Le presse piegatrici elettriche SafanDarley sono perfette per essere integrate ai nuovi processi di automazione e presentano numerosi vantaggi dovuti a massima precisione di piega su tutta la lunghezza (bombatura pressoché nulla), ciclo produttivo fino al 30% più veloce, risparmio energetico fino al 50%, minore manutenzione e un sistema integrato di sicurezza».

Andrea Bergaglio di MCM punta l’attenzione sul corretto dimensionamento soprattutto per impianti di grandi dimensioni. «Forti della pluridecennale esperienza Colgar Bending nella costruzione di presse piegatrici di grandi dimensioni, la strategia adottata è quella di costruire macchine con forza di formazione a partire da 1000 t fino a 5000 t. Quest’ultimo valore non vuol rappresentare un limite ma essere un’indicazione di quanto realizzato sino a oggi. La maggior parte dei progetti richiesti dai nostri clienti comprende spintori anteriori e posteriori per la movimentazione della lamiera e matrice ad apertura variabile comandata in automatico da un controllo numerico espressamente sviluppato per le presse piegatrici e completo di funzioni accessorie, come il sistema lettura dell’angolo di piega per compensare il ritorno elastico del materiale. La progettazione viene validata con metodo elementi finiti FEM e l’utensile superiore viene studiato e personalizzato in base alla tipologia della lavorazione che il nostro cliente deve eseguire».

Presse piegatrici, innovazione continua

Per Andrea Lazzari di Gade la costante innovazione tecnologica è la base su cui costruire il successo. «Da 40 anni Gade rappresenta uno dei punti di riferimento nel settore a livello tecnologico. Siamo stati tra i primi costruttori di presse piegatrici in Italia a ottenere la certificazione CE negli anni Novanta del Novecento, tra i primi ad aver conseguito la certificazione ISO 9001 e 14001, e sempre tra i primi ad avere adottato di serie l’inverter per tutta la gamma di presse piegatrici idrauliche sincronizzate. Nel corso degli ultimi 5 anni abbiamo sviluppato la tecnologia ibrida e oggi possiamo offrire tutte e 3 le tecnologie adottabili per azionare una pressapiegatrice: quella idraulica a inverter, quella elettrica e quella ibrida. Soltanto nel 2020 abbiamo lanciato due nuovi progetti: il sistema di cambio utensili automatico The Changemade, in grado di effettuare l’attrezzaggio macchina in buona parte in tempo mascherato e l’innovativo sistema di controllo dell’angolo The Fastermade, che grazie a un brevetto depositato è in grado di garantire tempi di esecuzione caratterizzati da un primato assoluto in termini di velocità».

Equipaggiare le macchine con sistemi pensati per migliorare determinati aspetti del ciclo è la strada da percorrere per Elena Farina di Comaf. «Le presse piegatrici realizzate da Ermaksan si sposano perfettamente con la necessità dei clienti di dotarsi di macchine versatili per adattarsi alle diverse produzioni tipiche delle lavorazioni conto terzi. Una flessibilità raggiunta attraverso la completezza degli equipaggiamenti proposti. In particolare, la pressapiegatrice idraulica a 6 assi è in grado di coprire la quasi totalità delle lavorazioni richieste grazie anche all’aggiunta da parte di Comaf di una serie di sistemi che si aggiungono alla configurazione standard tipicamente proposta da Ermaksan. Ultimo dispositivo in termini di tempo è il controllo dell’angolo, che viene effettuato senza ingombri fisici ma solo grazie a letture laser, sia sui lati (Lazer Safe Iris) sia in centro (Wila Kemes). Anche dal punto di vista del controllo numerico assecondiamo le richieste della clientela in base alle sue preferenze tra CN Delem o Esautomotion, con quest’ultimo che in tempi recenti incontra i favori del mercato grazie al programma di piegatura che è in grado di generare diverse strategie di lavoro in funzione degli utensili che si vogliono utilizzare».

Presse piegatrici, attenzione ai dettagli

Un’offerta completa è la scelta vincente per affrontare il mercato italiano secondo Emanuele Gaiani di F.lli Gaiani. «La scelta di Adira è quella di fornire diverse taglie e diverse tecnologie di azionamenti, ovvero elettrica, idraulica e ibrida, in modo da potere rispondere alle più differenti necessità produttive delle aziende. Allo stesso modo anche l’ampia varietà di personalizzazioni realizzabili si inserisce nell’ottica di permettere al cliente di trovare la macchina più adatta alle proprie esigenze. Lo si vede per esempio nella possibilità di scegliere tra diversi fornitori di controlli numerici, che oltre a occuparsi del controllo in sé hanno il compito di personalizzare l’interfaccia e valutare eventuali implementazioni del software. Dal punto di vista della macchina invece sono disponibili come opzione i sostegni frontali gestibili tramite controllo numerico, e la gamma di attacchi per gli utensili è di tipo standard, pneumatico o idraulico. Inoltre la pressapiegatrice può essere equipaggiata con gli assi aggiuntivi Z1 e Z2, X1 e X2 per la lavorazione conica. Grande attenzione è riservata all’ergonomia, con la predisposizione per il “kit ergonomico”: un’apertura ricavata nel basamento che permette al lavoratore di sedersi su una sedia inserendo le gambe nella cavità».

Fabio Farina di Prima Industrie punta sulla versatilità e sulla velocità per dare un vantaggio competitivo ai clienti. «In virtù di quanto analizzato in precedenza la strategia di Prima Power in generale, ma ovviamente anche nello specifico del mondo della pressopiegatura, è quella di offrire ai propri clienti la versatilità e la velocità di cui hanno bisogno, declinandole nei diversi aspetti aziendali. Innanzitutto a livello software possiamo offrire, grazie al sistema integrato Tulus, un sistema di controllo di ogni fase della produzione, dalla comunicazione diretta con il sistema ERP del cliente all’integrazione dello stesso con i moduli di acquisizione solidi da piegare e creazione del programma piegatrice in automatico, alla successiva chiusura del ciclo di informazioni con il report in automatico direttamente nell’ERP del cliente della produzione conclusa positivamente e di una serie di report produttivi e di performance del sistema. A livello hardware, la nuova pressapiegatrice servoelettrica eP Genius con cambio automatico degli utensili si inserisce perfettamente in questa visione di versatilità e velocità di produzione. L’operatore non ha la necessità (e l’onere) di effettuare manualmente l’attrezzaggio della pressapiegatrice, ma può dedicarsi alle operazioni di approvvigionamento di materiale, sicuro che la macchina sarà correttamente e velocemente pronta al prossimo lotto di produzione».

Presse piegatrici, approccio a 360°

Per Mauro Bellan di Gasparini Industries è importante affiancare il cliente nella digitalizzazione dei processi. «La nostra mission aziendale da sempre ci impone di essere al fianco delle aziende. In questo contesto storico e tecnologico, si traduce nel supporto alla transizione verso l’Industria 4.0. Aiutiamo i clienti a implementare sistemi di controllo e gestione sui loro processi produttivi. L’obiettivo è contribuire alla massimizzazione dell’utilizzo delle loro macchine in un’ottica di maggiore produttività. Al di là del paradigma 4.0, la nostra produzione continua l’evoluzione che porta a rendere più facile la programmazione e l’assistenza remota. Nell’ottica di coniugare smart working e produzione, diventano ancora più utili strumenti come i software offline di programmazione CNC e i tool di assistenza remota come Telelink. Accompagnatori lamiera e sistemi di cambio utensili automatico come il nostro Agile agevolano l’uso della piegatrice da parte di un solo operatore, anche se non esperto. Inoltre, supportiamo i settori vitali (come farmaceutico e alimentare) con la nostra pressapiegatrice X-Press SuperCustom. Si tratta di una macchina con intermedi molto alti per realizzare scatolati profondi, molto utilizzati per il mondo dell’inox per vasche, tramogge, chassis e carter».

L’efficienza di processo è il punto cardine per Pierluigi Vaghini di Amada. «Ci siamo concentrati da tempo sulla necessità di aumentare il rendimento del singolo impianto lavorando su quelli che storicamente sono i punti difficili da gestire, soprattutto quando si parla di piegatura. Riteniamo che la fase di setup manuale rappresenti un limite enorme nella performance generale dell’impianto. Nel setup possiamo tranquillamente includere la programmazione, la scelta e il montaggio degli utensili, il controllo del primo pezzo piegato. A livello statistico, considerando un turno di lavoro composto da 8 ore, la macchina piegatrice si occupa dell’esecuzione dei pezzi per meno del 30% del tempo in cui è operativa (2,5 ore di piegatura effettiva e 5,5 ore dedicate allo studio dei particolari, la realizzazione dei programmi e la scelta e installazione degli utensili). La nostra proposta tecnica ha come obiettivo l’inversione dei valori: il 30% del tempo deve essere utilizzato per il cambio di setup e il restante 70% dedicato al processo di piegatura. Per rendere possibile tutto questo, proponiamo sistemi di tool setup completamente gestiti dal software che garantiscono velocità e precisione. Questi stessi sistemi di programmazione generano i codici di funzionamento per le macchine piegatrici stand alone o robotizzate partendo da progetti 2D o 3D. Tutto ciò, sommato ai nostri sistemi di controllo dell’angolo e della forza di piegatura, ci consente di garantire grande automaticità del processo e incrementi molto elevati della produttività».

Presse piegatrici, ridurre le inefficienze

L’automazione come soluzione per ridurre le incertezze del processo. Questa la strada da percorrere secondo Tommaso Bonuzzi di Salvagnini. «In Salvagnini, da sempre, sviluppiamo macchine e sistemi tecnologicamente innovativi, con un occhio di riguardo per l’ottimizzazione dell’intero processo produttivo e per l’efficienza di fabbrica. La visione è quella che abbiamo battezzato Social Industry: una soluzione totalmente integrata e perfettamente bilanciata con cui produrre ciò che si vuole, quando si vuole, indipendentemente dalle dimensioni dei lotti. Questo è da sempre nel nostro DNA. E le presse piegatrici – che offriamo in un’ampia gamma di modelli, da 2 a 6 m, da 60 a 400 t, con corsa da 300 a 450 mm in base alla taglia – non fanno eccezione: l’obiettivo è rendere la piegatura tradizionale un’operazione meno influenzata dalle variabili di processo, dare maggiori certezze in termini di tempi di lavorazione e di costi. Rientra in quest’ottica il MAC2.0 (Material Attitude Correction) che, grazie a un solo rilevamento laser, permette alla pressapiegatrice di reagire e compensare automaticamente eventuali variazioni del materiale, garantendo maggiore stabilità al processo e abbattendo i tempi ciclo. Ma rientrano in quest’ottica anche i diversi dispositivi di automazione disponibili (allestitori automatici degli utensili, matrice ad apertura variabile, cambio automatico utensili), utili per recuperare tempo ed efficienza produttiva».

Silvia Bragagnolo di Asaf ribadisce l’importanza di introdurre maggiore automazione, affiancando a questo tema anche quello dell’efficienza energetica. «Per essere competitivi sul mercato odierno è fondamentale ottimizzare al massimo ogni processo industriale, massimizzandone la produttività, riducendo i tempi di produzione e di fermo macchina e limitando al minimo gli sprechi, gli scarti e i possibili errori da parte dell’operatore. Le più recenti soluzioni di piegatura ibrida e servoelettrica di Baykal forniscono una perfetta risposta a queste necessità, ancora più quando abbinate a stazioni robotiche automatizzate. Con esse si ha la possibilità di passare a un processo di piegatura completamente automatizzato in grado di garantire un minore consumo di energia (fino al 62% di risparmio energetico e di emissioni di CO rispetto alla soluzione idraulica tradizionale), costi di manutenzione molto bassi (–65%), eliminazione della necessità di operatori qualificati, modalità di lavoro silenziosa, risparmio di più del 70% di olio, velocità di lavoro più elevata. Nei test comparativi le Baykal APESServo e APHS-Hybrid hanno dimostrato infatti di essere fino al 30% più veloci rispetto a una pressapiegatrice di tipo tradizionale».

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