L’amministratore delegato Rosario Palmeri a giugno spegne 30 candeline virtuali della filiale italiana: anni non sempre facili, ma ricchi di successi e di sfide vinte.
Zayer nasce alla fine degli anni Quaranta del Novecento in Spagna, con la filiale italiana fondata nel 1996 per rafforzare la propria presenza in un mercato altamente selettivo e tecnologicamente avanzato.
Dopo anni di attività tramite agenzia, la crescente domanda nel settore delle macchine utensili di grandi dimensioni rese necessario un presidio diretto, più vicino ai clienti e con maggior peso istituzionale. Dal 1991, Rosario Palmeri (nella foto in alto, con la nuova Zero-G MT) era il referente principale del marchio per il mercato italiano e quindi, visti i risultati raggiunti, ebbe l’onore e l’onere di guidare fin dall’inizio la nuova filiale, facendola crescere e rendendola autonoma dalla casa madre.
«Il mercato italiano è sempre stato molto esigente — ha ricordato Palmeri — ma anche altamente competente dal punto di vista tecnologico, soprattutto nel comparto delle macchine utensili di grandi dimensioni. Proprio questa complessità ha reso l’Italia un banco di prova importante per l’azienda».
Sfide e strategie vincenti
Nel corso degli anni, Zayer ha affrontato diversi momenti sfidanti, dalle crisi economiche alla pandemia nel 2020, continuando però a investire in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica senza interrompere il proprio percorso. Ricerca & Sviluppo rappresentano infatti il tratto distintivo dell’azienda, insieme a un costante impegno verso il miglioramento qualitativo e il rispetto dei clienti.
Come ha sottolineato Palmeri, «Questa scelta non è stata né semplice né economica, ma necessaria per restare competitivi in un mercato in continua evoluzione. La strategia aziendale si basa infatti sulla produzione di macchine ad alto valore aggiunto, caratterizzate da elevata tecnologia e qualità costruttiva».

Innovazione identità aziendale
Per Zayer l’innovazione è parte integrante della propria identità aziendale, tanto che investe costantemente:
- nella progettazione;
- nel controllo qualità;
- nello sviluppo di nuove tecnologie;
- nell’ottimizzazione delle prestazioni delle macchine.
E i premi internazionali ricevuti sono una chiara conferma della validità di questa strategia.
Un altro elemento fondamentale è il capitale umano: Palmeri infatti insiste molto sul fatto che «Non basta vendere una macchina: ciò che fa la differenza sono le persone. Per questo Zayer punta su team tecnici altamente qualificati, capaci di seguire il cliente sia prima che dopo la vendita, con un’assistenza personalizzata e rapida».
Tradizione e innovazione
Unire tradizione e innovazione può non essere facile, ma per Zayer è sempre stato fondamentale.
Un esempio concreto è l’uso storico della ghisa perlitica nella struttura delle proprie macchine utensili. Questo materiale continua a essere utilizzato perché garantisce rigidità e stabilità, ma oggi viene valorizzato grazie a moderne analisi FEM (Finite Element Method), che permettono di riprogettare le strutture rendendole più rigide, leggere ed efficienti. Parallelamente, Zayer ha introdotto strategie di standardizzazione dei componenti utili sia per migliorare sia l’efficienza produttiva che la sostenibilità.
Come ha sottolineato Palmeri, «La sostenibilità va interpretata non solo come riduzione dei consumi durante l’utilizzo della macchina, ma anche come ottimizzazione dei processi costruttivi e delle risorse impiegate».
Il mercato italiano
Il mercato italiano da anni riconosce a Zayer la capacità di rinnovarsi continuamente, integrando nuovi materiali, elettronica avanzata, sensoristica e strumenti di progettazione di ultima generazione, solo per citare le voci principali.
La grande esperienza maturata da Palmeri gli permette di riconoscere come il mercato italiano sia molto attento al prezzo e al ritorno sugli investimenti: «Le macchine Zayer non sono economiche, ma chi ci sceglie ha chiaro come il vero valore risieda nella “potenzialità” che viene acquistata, una potenzialità che si traduce in affidabilità, durata, prestazioni e capacità produttiva. Innovare, per un costruttore di macchina utensile significa investire con coraggio, affrontando problemi complessi e sviluppando soluzioni che abbiano reale valore aggiunto per l’utilizzatore finale».

La filosofia Zayer
La filosofia Zayer è racchiusa nell’ultimo progetto: Zero. È un centro di lavoro a banco fisso, compatto, preciso e ad alta dinamica che, nel nome, evoca concetti chiave:
- tolleranza zero;
- massima precisione;
- riduzione dei problemi di installazione;
- ottimizzazione dei tempi e dei consumi.
Quindi ridotto tempo di installazione e montaggio (e minori costi), prestazioni elevate con una veloce entrata in produzione, cioè una riduzione dell’impatto operativo. Oggi Zero è offerta nelle versioni Zero-G, dotata di tavola girevole e Zero-MT, versione multitasking capace di fresare e tornire nello stesso piazzamento, mentre è in studio la versione MultiPallet.
I 30 anni di successi di Zayer Italia parlano di un produttore di macchine utensili che è anche un partner tecnologico, capace di accompagnare il cliente nel lungo periodo. «Si parte da solide basi ingegneristiche, le si reinterpreta con strumenti moderni, arrivando a soluzioni che non siano solo al passo coi tempi, ma che siano in grado di guardare lontano, prevedendo future necessità».
a cura di LORIS CANTARELLI

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